POVERA NONNA SALICE
Amica personale di Farinelli,
Mozart e Wagner, consulente musicale alla corte di Cleopatra. Grande estimatrice del brodo primordiale (il nome della sua band preferita), esperta esoterista capace di rievocare spiriti indomiti come
quello di Mino Reitano ma, soprattutto, esperta selezionatrice che a suo tempo bocciò nientepopodimeno che il pirata Morgan, poi comunque giunto sulla cresta della messa in onda. Ma non della messa
in piega. La signora Mara Maionchi, soprannominata Nonna Salice per via di una recente attitudine all’essere piangente, ha aggiunto pepe al “fattore X” detto “X Factor” perché siamo
tutti internazionali e globalizzati, dove la X, con buona pace dei pirati del globo terracqueo, non indica dove è nascosto il tesoro ma stabilisce il punto in cui scavare la fossa ad una trasmissione
agonizzante.
Piangono i discografici dell’italico stivale, quelli che con il loro fiuto da cane da tartufi hanno lanciato San Marco
Carta (vetrata) e Giusy Ferreri, la cui voce è perfetta per le commemorazioni funebri. A novembre.
Piangono perché la signora Maionchi, adeguandosi alla tivù italiana contemporanea, ci ha insegnato vocaboli istruttivi
e potremo chiamarli ora “discografici de ‘sto cazzo”.
Gongola l’ex disoccupato Francesco Facchinetti, novello traghettatore
nello Stige di Rai2, che dopo essersi tagliato accidentalmente le corde vocali muovendo a tempo il bacino e roteando l’uncino ha ricevuto in premio l’eterna giovinezza di Peter Pan da un pubblico che
accoglieva le sue canzoni con un pernacchioso “Pooh!”.
Sorride sornione l’ex Bluvertigo Marco Castoldi, l’unico conscio del
grande bluff catodico costituito dal reality per aspiranti ugole d’oro, osservando il proprio portafoglio gonfiarsi in modo inversamente proporzionale alle ambizioni dei concorrenti.
Alessandra Amoroso, per intenderci la vincitrice del concorso canoro di
Amici, quella che manco sapeva chi fosse
David Bowie, è felicissima perché può adeguarsi allo standard delle sue conoscenze. Di recente ha addirittura ammesso di non aver mai ascoltato un disco in vita sua e di questo le
siamo grati, perché quel disco è Rosso Relativo di Tiziano Ferro.
Claudia Mori, nonostante la rockpolitick del marito, dichiara che “il
rock è morto” ma il timore è che, eccezion fatta per rari casi, il rock in Italia non ci sia mai stato.
Il pubblico rimpiange Simona Ventura, che avrebbe replicato con
un "la satira è un grande elemento di cultura del nostro Paese" a una telefonata di un adirato avvocato Ghedini che si attendeva un’esibizione di Mariano Apicella.
Ringraziamo il bon ton di miss Maionchi che ha fatto luce su una realtà oltremodo chiara:assecondate il “Fattore X” solo se avete aspirazioni da tronisti in erba o
che fumano erba (magari per lanciarsi in imbarazzanti virtuosismi dialettici).
Gabriele "mister woland" Gambini