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2 a.m.

The End. The Start

Isaac Gravity Records - 2011

 

 

Andrea Maraschi e Andrea Marcellini sono un duo dal look britannico che semplicemente usando le proprie iniziali ha generato il nome della band d'appartenenza, all'inglese, 2 a.m. non sono altro che le due di mattina, all'inglese, come il sound di derivazione captato, quello della terra d'Albione, la quale lancia segnali emozionali molto forti, catturati in pieno e fatti esprimere dalle sette tracce più due B-side, per un totale di nove, come debutto ufficiale, già iniziato con la possibilità di scaricare alcuni singoli in date stabilite, il tutto assolutamente in free download, così come questo "The End. The Start", la cui release porta la data ufficiale del 24 Ottobre. Dunque, look brit e suoni brit pop anni '90, buona tecnica, voce pulita e ben intonata per farci apprezzare questo EP che e' tutto italiano e che non ha la presunzione di essere una novità assoluta, ma che dimostra come le cose fatte bene possano essere interessanti e di buon auspicio per una felice carriera. L' intro e' affidato a una song di impatto emozionale, tale "I cannot cry", per poi proseguire con suoni più rockettari, con "PG", uniti all'elettronica che si sposa bene col contesto creato. La varietà non manca, ce n'è un po' per tutti, e ogni pezzo e' un mondo a se', non manca il soft di "Love me and leave me", dove il titolo dice tutto, così come quello di "A new day" che ci fa ricordare il made in Beatles, per arrivare al semi-acustico di "Format ME:", dopo il quale i 7:23 minuti di "You're more ( than who you're told to be)" ci proiettano nell' easy listening del pop assoluto dal finale elettronico, fino alla chiusura con la tipica slow song all'inglese, "Trying", che ci fa dire, sempre all'inglese: no news good news ? Per noi e' un Yes, of course.

Link: www.twitter.com/2amofficial ; www.facebook.com/2a.m.OfficialPage ; www.youtube.com/2amChannel ; 2ambandcamp.bandcamp.com

In realtà il nostro ascolto non si conclude qui ma prosegue con 2 extra songs, "Outsider" e " Don't tell anyone" , dove le chitarre dominano. Ascoltandole si ha l'impressione di intraprendere un viaggio nel british countryside, e chi lo conosce capisce il senso che ha tutto ciò. Pertanto grazie.

 

Margherita Simonetti