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ADRENALINE MOB

Omertà

EMI/Elm City Music

data pubblicazione: 13 marzo 2012

 

 

Sgombriamo subito il campo da malintesi e fraintendimenti. Gli Adrenaline Mob, alla luce dei progetti principali dei musicisti che compondono questa band, sono un'ennesimo progetto nato dalla voglia di collaborazione di artisti dal notevole spessore e ben note capacità tecniche. Gli Adrenaline Mob NON sono la band che Portnoy ha messo in piedi dopo aver deciso di uscire dai Dream Theater (come gli Avenged Sevenfold non sono la motivazione della sua decisione). Ribadisco questi concetti perché questa band è nata intorno a Russell Allen e Mike Orlando. Mike Portnoy si è aggiunto in seguito e la dimostrazione è racchiusa nella composizione delle canzoni visto che le stesse sono state scritte tutte dalla coppia Allen/Orlando e, solo successivamente arrangiate dal terzetto.

Conclusa questa dovuta premessa e senza perder tempo a parlarvi del passato di questi musicisti, vado subito ad analizzare questo attesissimo lavoro che si apre con il mid-tempo di “Undaunted” alla quale sarà difficile rimanere indifferenti: potenza, violenza e tecnica con la voce di Allen decisamente “heavy”. L'album contiene undici brani, quattro dei quali erano già presenti nel mini omonimo uscito alla fine dell'anno scorso ed è proprio uno di questi brani il secondo in scaletta, si tratta di “Psychosane” che mantiene la rotta appena intrapresa. Il ritmo aumenta decisamente negli episodi come “Indifferent”, “Down To The Floor”, “Believe Me” e “Hit The Wall” davanti alle quali rimango inerme. “All On The Line” ci regala un Russell che nei toni bassi ci stupisce e si accosta a Chris Cornell mentre “Come undone” è la cover dei Duran Duran che viene ripresa, riarrangiata, metallizzata e resa ancora più bella della versione originale grazie anche agli inserti di Lzzy Hale (la bella cantante degli Halestorm). Particolarmente toccante risulta essere la seconda ed ultima ballad “Angel Sky” un brano in possesso di un'atmosfera che non può non catturare. Il giudizio complessivo di questo disco è sicuramente positivo, non credo di dover far paragoni con gli album dei Dream Theater/Symphony X visto che per prima cosa la musica non è competizione ma emozione, non esiste un primo o un ultimo. Questo album è semplicemente una raccolta di undici canzoni heavy metal di ottima fattura, suonate da tre musicisti di fama mondiale che non vedo l'ora di vedere dal vivo nella prima giornata del Gods Of Metal.

 

Recensione di Andrea Lami