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AFTERHOURS

Padania

Germi / Artist First

Data Pubblicazione: 17 Aprile 2012

 

 

Welcome in Padania. Per molti versi può sembrare strano l’avere scelto un titolo così ambiguo per il nuovo disco targato AFTERHOURS al 100% - totalmente prodotto in completa indipendenza – sì, fa un po’ effetto, ma non ci tragga in inganno ciò che in realtà non è e ci si concentri sull’ensemble. A distanza di 4 anni dall’uscita del full lenght di successo che fu “I milanesi ammazzano il sabato”, ecco arrivare sul mercato PADANIA, un’opera complessa e assolutamente pregna di sostanza. Padania, per dirla alla Manuel Agnelli, è sinonimo di disperazione, di uno stato mentale difficile da cambiare e stentatamente modificabile, di una dittatura interiore non estirpabile ma sempre più radicata. A parte ciò e tralasciando volutamente l’analisi dei testi che può parafrasare l’ascoltatore pignolo ed esigente, analizzando track by track, siamo a dire senza indugio che più di un ascolto lo si ritiene assai necessario. Dopo di che, affermare senza remore che questo sia un gran lavoro diventa ovvio come bere un bicchiere d’acqua.

 

Non ci si lasci distrarre dalla spessa “Metamorfosi”, che, con violino triste sfociante in distorsione e anticipatore dell’ingresso di tutta l’orchestra, fa da intro a quelle che saranno le risonanze acustiche da qui alla fine, è un attimo, che precede la pulita “Terra di nessuno”, cui segue la potente già nota “La tempesta è in arrivo”, quindi, l’ascolto sempre più emozionale, avanza con la straordinaria “Costruire per distruggere”, con violino distorto, voce e chitarra acustica speciali e basilari. “Fosforo e Blu”, un post-rock di potenza, fa parte dei pezzi complessi, con batteria a segnare il tempo e un cantato quasi urlato. Arriviamo alla seducente viscerale title track, che preannuncia la migliore seppur indigesta “Ci sarà una bella luce”. Il “Messaggio promozionale n.1” è come se consentisse una leggera pausa prima di essere accolti nella seconda tranche. Ogni canzone si prende un pezzo di noi e ci immette in un settore recondito e quasi psichedelico.

 

Ogni canzone sarà tanto eterogenea da affascinarci e prenderci. Le strumentazioni usate sono molteplici e la loro grandissima consistenza è ben risaltata in “Spreca la vita”. La chitarra acustica ci immerge nella straordinaria “Nostro anche se ci fa male” cui segue la più rock song “Giù nei tuoi occhi”. Il “Messaggio promozionale n.2” fatto di voce, archi e batteria, anticipa la difficile con un certo blues di fondo “Io so chi sono”. 1.09 minuti di incantevole, soave, rappacificatrice, perfetta “Iceberg” suonata da Rodrigo D’Erasmo portano verso la chiusura affidata alla lenta e pulita “La terra promessa si scioglie di colpo”, lasciando una voglia immensa di premere il tasto repeat. Tanta roba insomma, tra cui spicca il ritorno possente da lode di Xabier Iriondo alla chitarra. Certo, alcuni fan si perderanno per strada, altri nuovi si acquisiranno, altri rimarranno sempre fedeli, ma è la legge del suono e gli Afterhours lo sanno. L’album sarà disponibile anche in versione deluxe a tiratura limitata di 1500 copie con chiavetta USB da 4GB contenente di tutto e di più. Buon ascolto e niente più.

 

Line-up: Manuel Agnelli_voce, chitarra; Giorgio Ciccarelli_chitarra; Rodrigo D’Erasmo_violino; Roberto Dell’Era_basso; Xabier Iriondo_chitarra; Giorgio Prette_batteria. Link: www.afterhours.it ; www.facebook.com/afterhours ; www.youtube.com/afterhoursofficial ; www.twitter.com/weareafterhours

 

Margherita Simonetti