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ALL TIME LOW

Dirty Works

Interscope Records - 2011

 

Quarta uscita studio per gli ALL TIME LOW, band stra apprezzata di questi tempi e che spopola su tutti i fronti: in radio, sui canali musicali e sul web. Sembra proprio che debbano funzionare per forza. Questa band ti deve piacere! Così è deciso! Beh, si, ottimi suoni davvero; una grancassa in stile Nickelback con una distorsione di chitarra in stile Cannibal Corpse e una voce da pop-punk prepubertà. Questi sono gli ATL, una band che ha preso il volo in maniera netta e definitiva e che da ora in poi potrà permettersi ogni lusso presente su questo pianeta. Le canzoni sono talmente 0recchiabili che ti verrebbe voglia di non ascoltare mai più il CD – nemmeno una seconda volta – perché tanto sai già come vanno a finire le canzoni: entro il primo minuto hai il ritornellone che vedrai riproporsi almeno 8/9 volte in 3 minuti di lunghezza media di traccia. Eppure è così che funzionano le cose. E' proprio per questo motivo che non dovremmo stupirci se prossimamente vedremo gli ATL sul grande schermo, magari come colonna sonora del prossimo “American Pie”. Solitamente cito i brani che più mi gasano durante l'ascolto di un album e anche questa volta non sarò da meno: “Guts” è sicuramente uno dei brani più riusciti e vede anche la partecipazione di una voce femminile (Maja Ivarsson dei The Sounds); “Under a Paper Moon” vince la palma d'oro per il migliore della fascia centrale d'ascolto; infine “Return The Favor” la cito solo per la spudorata somiglianza coi Panic! At The Disco che farà sorridere qualche fan più sfegatato. Ultima citazione e ultimo occhio di riguardo per “I Feel Like Dancing”, brano per il quale la band ha optato come singolo di rappresentanza che vede un'ulteriore partecipazione speciale tra le linee vocali: River Cuomo dei Weezer – altra band che come gli ATL ha visto i propri fans scindersi in 2 categorie distinte tra i delusi dell'ingresso nel mainstream e quelli che invece semplicemente non si fanno di questi problemi e si godono ogni nuova opera prodotta dalla band. Insomma, consiglio questo album a chi vuole un divertimento spensierato e senza troppi problemi, a chi non ha le orecchie troppo pretenziose o a chi non le ha ancora.

 

Bryan Vee