CONDIVIDI

ANCIENT BARDS

Souless child

Limb Music - 2011

 

 

È passato oltre un anno dall’uscita dell’esordio di questa band emiliana epic-power metal, ma questo tempo non è stato speso invano, anzi: la band ha suonato in lungo ed in largo per la nostra penisola, ottenendo ottimi riscontri e facendosi conoscere a chi non aveva ancora sentito parlar di loro e, come se non bastasse, Daniele Mazza, il factotum, ha proseguito il suo lavoro riuscendo a comporre questa nuova opera. Il terreno sul quale questo sestetto si muove è sempre quello dell'epic-metal, ricco di duelli tra tastiere e chitarre, doppia cassa e voce che cerca di raggiungere le vette più elevate. “Struggle For Life” è il classico intro d'apertura che ci traghetta a “To The Master Of Darkness” il primo brano che ci fa immergere in questo magico mondo, brano del quale è già stato girato un videoclip. Il viaggio prosegue per merito di pezzi come “Gate Of Noland” e “ Broken Illusion” fino ad arrivare a “All That Is True” la prima ballad della durata di quasi dieci minuti: non una ballad classica quindi, ma una canzone che ha una parte principale più melodica con delle parti strumentali nel suo svolgimento che cambiano leggermente il tiro. Con “Valiant Ride” la doppia cassa riparte a dettar i ritmi violenti, le chitarre e le tastiere si intrecciano catturando l'attenzione dell'ascoltatore. “Hope Die Last” è l'ultimo pezzo dell'album, una canzone dalla notevole durata, ricca di sfumature, di parti strumentali d'atmosfera. Sinceramente attendevo questa seconda prova un po' come una sorta di verifica, si dice sempre che in un disco d'esordio una band tende a metterci tutto quello che ha accumulato per anni ed anni e con il secondo disco il gruppo è chiamato a confermare quanto di buono ha fatto. Benissimo, gli Ancient Bards non solo confermano quello che hanno promesso, ma raccolgono lo scettro lasciato vacante dai Rhapsody (of Fire). Non mi stupirei di vederli suonare al più presto in giro per l'Europa.

 

 

Recensione di Andrea Lami