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ARCH ENEMY

Khaos Legions

Century Media Records - 2011

 

Sarò sincero, avevo grandi aspettative per questo album. Però quel genere di spettativa che lascia un retrogusto di paura di restare delusi, l'aspettativa con le orecchie tappate in attesa dell'esplosione. E invece, cari lettori, è strano ma ogni paura scompare già dalle prime note del singolo “Yesterday Is Dead And Gone”. Ci si sente caricati di una sorta di strana adrenalina fatta di metallo pesante. Per tutti quelli che non conoscono molto bene la band, giunta con questo all'ottavo album, gli ARCH ENEMY sono quella DeathMetal band famosa principalmente per la cantante Angela Gossow. C'è chi la chiama discriminazione, chi ci lucra su e chi invece sviene ad ogni ruggito infernale della bella vocalist. Ecco, io sono il classico esempio rientrante nel terzo rango: ad ogni scream corrisponde un'inconfondibile sensazione di piacere e venerazione della “Diva Satanica” (cit. dall'album Burning Bridges). Lasciando la questione “Angela”, proseguiamo nell'analisi del disco e notiamo come molte influenze spiccano inconfondibili tra le sonorità: è il momento del Thrash... è il momento di “Bloodstained Cross”. Rapida a crescere, rallenta in un lugubre e sentitissimo ritornello. Si infatti spesso ci si aspetta molta velocità, quantomeno ritmica, da un album Death Metal. Questa però tarda ad arrivare, la primissima parte del disco è infatti più “leggera” e indirizzata verso qualche facile passaggio facilmente orecchiabile, per gli amanti della parola “Melodic”. Agli intenditori che ce l'hanno col mondo invece consiglierei di fare un salto su “Cult of Khaos”, “Thorns in My Flesh” e “Vengeance is Mine” per sentire e capire l'eccellente qualità tecnica della band messa a confronto con delle velocità da multa per supero del limite. Supero del limite anche per gli standard di numero di tracce – 14 più 4 di bonus – per un ottimo ritorno. In conclusione Khaos Legions è un coeso e formidabilmente melodioso album di moderno Death Metal inquadrato e standardizzato, se vogliamo anche commercializzato e proposto da una band di musicisti veri e reparati guidati come legioni dalla potenza vocale della Gossow capace di scatenare il “Khaos” mantenendo legate le tracce in maniera armoniosa. Nonostante qualche caduta, quest'album è una fantastica incursione nel metal che farà apprezzare il genere anche ai metalheads ancora troppo convinti che il glorioso passato non possa riproporsi!

 

Bryan Vee