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AXEL RUDI PELL

Circle Of The Oath

SPV/Steamhammer

Release Date: 26/03/2012

 

 

Certe volte è veramente dura essere obiettivi quando bisogna recensire uno dei propri artisti preferiti. Questa ultima fatica di Axel Rudi Pell e compagni mi ha lasciato abbastanza interdetto. Se da un lato la prova dei musicisti coinvolti è di altissimo livello, dall’altro mi sembra che il biondo chitarrista tedesco sia caduto un in un vortice di autocompiacimento che ne ha limitato sensibilmente la creatività. A livello tecnico “Circe Of The Oath” è eccezionale. La sezione ritmica composta da Volker Krawczak (basso) e Mike Terrana (batteria) non sbaglia un colpo sorreggendo alla grande tutte le songs. Terrana con il suo formidabile tocco e la sua potenza è il motore inarrestabile del combo teutonico, Johnny Gioeli sfodera tutte le sue grandi qualità e Ferdy Doernberg – (Keyboards) ricama ottime linee melodiche con le sue tastiere.

 

Dal canto suo Pell suona sempre con la solita grande tecnica fatta di virtuosismo e melodia. Allora cosa c’è che non funziona? Purtroppo il tallone d’Achille di questo lavoro è che tutte le canzoni sanno di già sentito lungo un miglio. Addirittura in certi casi si sfiora l’auto clonazione. Tanto per capirci, “Run With The Wind” ha praticamente lo stesso riff di “Warrior” (uscita su “Between The Walls” del 1994). Non che sia una brutta canzone, ma l’assonanza è così lampante che non può non essere notata. In generale molte canzoni possiedono quel senso di deja vu, “Bridges Of Nowhere”, “Before I Die”, “Hold On To Your Dreams” pur essendo splendide e ottimamente eseguite non hanno a mio parere il mordente necessario per poter spiccare fra le tante composizioni di Pell. Di altro avviso invece canzoni come “Circle Of The Oath” (introdotta da uno splendido arpeggio acustico che poi si evolve in un chorus epico trascinante), “Ghost In The Black” (supportata da un riff che ricorda molto i Running Wild di “Death Or Glory” e da una strepitosa prova vocale di Gioeli) e la conclusiva “World Of Confusion” degna prosecuzione di “The Masquerade Ball” (dall’omonimo lavoro del 2000, dal quale riprende anche parte del ritornello).

 

Tirando le somme non posso dire che questo “Circle Of The Oath” sia un brutto lavoro, è che da fan di Axel Rudi Pell mi sarei aspettato molto di più. Per i fan sfegatati sappiate che ci saranno ben 4 versioni: una digipak (con in più “Temple Of The King” registrata live al Bang Your Head 2011), una in jewel case (quella recensita), una in doppio vinile e una in boxset (contenente 2 lp colorati + versione digipak + 2 poster + vari altri gadgets).

 

 

 

Recensione di Fabrizio Tasso