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AXEL RUDI PELL

The Ballads IV

SPV/Steamhammer - 2011

 

Sono anni che adoro la musica di Axel Rudi Pell. Sin dal primo lavoro (Wild Obsession del 1989) seguo sempre con estremo interesse ogni sua release. Questo “The Ballads IV” in uscita il 26 Settembre arriva sul mercato a distanza di ben 7 anni dal precedente “The Ballads III” (2004) e neanche un anno dopo la sua ultima fatica (“The Crest” uscito nel 2010). Per chi non conoscesse il “lungo crinito” chitarrista tedesco, vi basti sapere che tra le fila della sua band hanno militato e militano alcuni dei migliori musicisti internazionali, tipo Jeff Scott Soto, Rob Rock, Jorg Michael e Mike Terrana, solo per citarne alcuni. Pell a mio parere è un grande songwriter, durante la sua lunghissima carriera (iniziata con gli Steeler nel lontano 1980) ha composto dei veri propri inni Rock. Ma il suo pallino è sempre stato quello di scrivere grandissime ballads ! Questo cd raccoglie il meglio delle sue composizioni nel periodo che va da “Mystica” del 2006 all’ultimo “The Crest”. In più, a rendere più goloso il piatto, in apertura troviamo tre pezzi inediti che da soli valgono l’acquisto del cd. Si parte con “Where The Wild Waters Flow”, lento in pure stile Axel Rudi Pell. Inizio lento e vellutato dove la splendida voce di Johnny Gioeli sale subito in cattedra. La band poi esplode in un chorus strepitoso, dove le tastiere di Ferdy Doernberg si integrano alla perfezione al magico tocco di Pell. Ma il meglio deve ancora venire! La cover di “Holy Diver” del compianto Ronnie James Dio è strepitosa. Solo piano, violoncello e la voce di Gioeli che arriva diretta al cuore. L’interpretazione del cantante di origine italiana è commovente e rende un eccellente omaggio ad uno dei più grandi musicisti della storia. Ma la vera chicca è la cover di “Hallelujah” di Leonard Cohen. Ben pochi remake riescono ad essere meglio dell’originale, ma questo centra in pieno l’obiettivo. Gioeli è semplicemente strepitoso e la rilettura da parte di Pell del pezzo è strabiliante. Dopo questi 3 grandissimi pezzi vengono ripescati vari altri lenti, alcuni strumentali (“Nobless Oblige” da “The Crest” e “Haunted Castle Serenade” da “Mystica”) e un paio di cover (“Love Gun” dei Kiss totalmente acustica e “In The Air Tonight” di Phil Collins dall’album “Diamonds Unlocked”). Doverose da citare per la loro bellezza “Glory Night”, “No Chance To Live” e “The Course Of The Damned”, tre delle migliori ballads che il guitar hero tedesco abbia mai scritto. Il grande pregio di Pell è di saper miscelare alla perfezione quintali di melodia unitamente a dei refrain epici e solenni, che trasportano l’ascoltatore in un crescendo di sensazioni. Grande merito va anche ai musicisti coinvolti che mettono a disposizione di Pell il loro grandissimo valore. Mike Terrana per esempio, anche se si trova in territori che lo limitano e non poco, suona con una precisione e una potenza che ben pochi batteristi al mondo possono vantare. Di Gioeli posso solo dire che è uno dei migliori cantanti al mondo, grazie al suo modo unico di interpretare i pezzi. Cattivo talvolta, ma assolutamente suadente quando serve. In definitiva un cd che raccomando ai fan incalliti di Axel Rudi Pell ma anche ai rocker dal cuore d’oro che potranno far suonare questo “The Ballads IV” per addolcire ulteriormente le loro serate romantiche.

 

 

Recensione di Fabrizio Tasso