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BEDOUIN SOUNDCLASH

Light The Horizon

Pirates Blend Records/Rude Records 2011

 

Quarto full-lenght per la band canadese dei Bedouin Soundclash, salvo l'unico Ep sin qui prodotto, che offre da sempre un divertente e piacevole mix reggae/soul/folk per un sound senza dubbio fresco e solare, ascoltare per credere "Root Fire" (2001), "Sounding A Mosaic" (2004), "Street Gospels" (2007) e l'Ep citato poc'anzi "Where Have The Songs Played Gone To?" pubblicato nel 2009. Il trio di Toronto formato dal frontman Jay Malinowsky dedito anche alle sei corde, il bassista Eon Sinclair e il drummer Sekou Lumumba hanno composto le dieci tracce del presente "Light The Horizon" per un totale di 34 minuti, ma in questo breve spazio non si sono fatti e ne ci fanno mancare assolutamente niente, dai momenti a tutta reggae di "Fools Tattoo", "The Quick & The Dead", "A Chance Of Rain" e "Rolling Stone" (la più interessante delle quattro a parere personale), a quelli più soft atmosphere di "May Be On The Road" ben accompagnata da un fischio in leggero stile far-west, "Elongo" che vedrei ottimamente inserita lungo le immagini di un documentario dedicato proprio alla Giamaica (terra originaria del reggae), e "Brutal Hearts" arricchita dalla voce della giovanissima pop singer (appena ventun'enne), Béatrice Martin conosciuta artisticamente come Coeur De Pirate. L'opener "Mountain Top" trasmette un sound più alternative a tinte folk,mentre le altre due tracce che completano la tracklist dell'album sono due ballad che ben si sposano col genere in questione: l'acustica "No One Moves, No One Get Hurts" e la conclusiva "Follow The Sun" più inclìne a un atmosfera di totale relax. Un album che, per gli appassionati della band e del genere, può senza dubbio rappresentare un nuovo e prezioso souvenir musicale per arricchire quel piccolo mondo tropicale di camera propria.

 

Recensione di Francesco Cacciatore