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BELLADONNA

And there was light

Belladonna007 / Venus - 2011

   

Qui siamo nel sofisticato andante. What a feeling ! Dopo il “Noir Album” (già recensito da AngelDevil per Rock RebelMagazine), ecco AND THERE WAS LIGHT, venti tracce una diversa dall’altra e una più bella dell’altra racchiuse in questo lungo album registrato nei leggendari Stagg Street Studios di Los Angeles con un engineer dal nome prestigioso, quel Mike Tacci già ingegnere del suono per il “Black Album” dei Metallica, punto. Si parte con “Last night I died”, dal riff anni ’50 cui fa seguito un sound molto spaghetti western alla Sergio Leone che occupa l’intro, per poi spingersi nella sciantosa “Morning star blues”, presagio di quanto sia splendido questo disco, tutto registrato in diretta senza click track, fatto di un rock-noir di base con ascendenti e contaminazioni rubati alle band culto mondiali, tenuto insieme da una voce femminile pazzesca, quella di Luana Caraffa, la punta di diamante, una voce calda, piena, ma anche forte e graffiante come il buon rock comanda. “I feel life” è un lento incisivo in semi acustico che impone le capacità vocali della singer così come la compattezza dell’orchestra, mai sopra le righe. Un romanticismo ombroso che fa fare skip backward parecchie volte prima di proseguire. La ricerca spazia in varie aree tutte chic e stilose; “ You and I are one” ha un musical style cabarettistico al massimo che scivola sul rock con una naturalezza che parrebbe impossibile se non la si riconoscesse qui. Il lentone “Ballerina” ci scaraventa in un giro visionario che fa tanto Pink Floyd; “Song for Tania” è fatta di solo piano un po’ isterico che poi si modera, ma la pelle d’oca la fa venire lo stesso. Sul finale si anticipa quella che sarà la track seguente, “Be my star”, massiccia ed energica con chitarra sovrana. E il tono si alza di nuovo caricato di phatos. “Iacarus blues”, che somiglia a quel “Pensiero Stupendo” della Patty nazionale, fa sognare guidati dal fascino di Luana che non sbaglia una nota e poi spinge alto verso un rock con chitarra e voce senza stacchi seducente al massimo. “And there was night”, dai suoni psichedelici su un parlato sofferente che sfocia in un canto tentatore che potrebbe essere quello delle sirene, preannuncia “Sirens”, teatrale da musical anch’essa, accompagnata dal violino. Le parole iniziano a sprecarsi, l’ascolto dice tutto. “A pyromantic sonnet” rimanda a un pop tango di classe; la chitarra dark di “Phosphorus rising” fa regredire nel buio e si aggancia a “Damn your love” impetuosa. La chiusura è affidata alla breve sweet title track “And there was light” sexy dominante. Giunti qui si può dire che la varietà di musica è tanta a conferma della maturità acquisita sia negli armonici che nel songwriting, la carica melodica ed erotica sono ragguardevoli per un disco trascinante dall’inizio alla fine. Il duo Dani Macchi e Luana Caraffa si avvale della collaborazione di signori musicisti: Alex Elena alle percussioni, Massimiliano Annibaldi alla viola da gamba e al theremin, Imani Coppola al violino, Francesca Bottaro al sax, Ruby Friedman alla voce. Non resta altro da dire se non che in questo paese il buon rock-noir esiste eccome, anzi dell’ottimo direi. Scopriamolo partendo da qui. Attenzione: La Belladonna è una pianta allucinogena ed anche velenosa… Link: www.belladonna.tv ; www.facebook.com/belladonnaband

 

Margherita Simonetti