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BEYOND THE BRIDGE

The Old Man And The Spirit

Frontiers Records - 2012

 

 

Da che parte bisogna iniziare per rendere una recensione interessante quando si deve parlare dell'ennesimo gruppo che propone un album prog metal?? Il genere in sé è sempre affascinante per le soluzioni ricercate dalle varie band, ma in sede di recensione non si può far altro - come la maggior parte dei miei colleghi fa - se non il limitarsi a citare le fonti d'ispirazione e cioè Dream Theater e compagnia bella. Questo album contiene tutti gli elementi peculiari del genere, cambi di tempo, accelerazioni, virtuosismi e canzoni della durata spropositata. Cose già sentite e risentite. La voce dei cantante, importantissima per questo genere, a tratti mi ricorda un mix tra Russell Allen e Jon Oliva e questa è già un'ottima partenza. Sono un amante del teatro del sogno a tal punto che qualsiasi altra band che suona questo genere viene da me subito accostata, paragonata e massacrata. Dopo l'uscita di “Images and Worlds” sono andato alla ricerca di altre band che mi potessero dare quelle stesse emozioni, ma una volta la voce, un'altra volta la batteria, oppure la chitarra, insomma ho sempre trovato i Dream Theater di una categoria assoluta tale da sconfiggere in partenza qualsiasi altra band. Questo disco non fa eccezione, canzoni ben strutturate, tempi dispari che spiazzano l'ascoltatore al primo ascolto per poi farci l'abitudine in quelli successivi. Le piccole differenze sono gli intro parlati in pieno stile epic ed i duetti tra la voce maschile e femminile che rendono meno “complicato” l'ascolto dell'intero lavoro. Dopo ripetuti ascolti rimango affascinato e particolarmente assorbito da “Triumph and irreality”, “The spirit of it all” e “World of Wonders” anche se risulta difficile estrapolare un brano da un concept. Un disco riservato agli amanti di questo genere.

 

 

Recensione di Andrea Lami