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Recensione: C.J. SLEEZ - Play It Loud

C.J. SLEEZ

Play It Loud

Lunatic Asylum Records - 2012

 

Bella, selvaggia e glamour arriva dal Canada C.J. Sleez per abbagliarci col suo biondo street rock, a fari punk/metal, e ben accompagnato dal duo a sei corde Errol H e Stacy Stray, la bass player Norelle e il drummer Danni Action a completare l'energico quintetto del quale C.J. ne è la special frontwoman. Il presente “Play It Loud” (targato Lunatic Asylum Records), vanta una tracklist contenente 10 tracce, alcune delle quali già edite nei due singoli “Rock Action” e “Valley Of The Shadow” e nell'EP “Back From The Brink”, e che la stessa frontwoman ha scelto di inserirvi considerandole vere e proprie chicche come la dirompente vivacità dell'opener “Back To Nowhere”, nonché singolo e video dove la Woman In Blond scatena tutta la sua inesauribile e sensuale energia. Breve e trascinante la tostissima “Bad New Day” e che porta, in men che non si ascolti, alla successiva “Skin Deep” con full immersion anni '80 e che a titolo personale mi ricorda niente popò di meno che gli AC/DC, non me ne voglia però il buon Brian Johnson, ma preferisco di gran lunga Sleez...chissà poi perché?! Pazzesco come in soli 120 secondi si possa spaccare di brutto, non che nelle tracce precedenti la band non si sia data da fare, ma con “Hammer Down” si supera davvero! Lo stesso dicasi per la cavalcante “Lonestar” e dove i riff di chitarra riecheggiano il sound più classico del punk/rock al femminile. Puro street/metal eighties accende la tuonante “Between Our Hate” suggellata da un solo che ben si sposa in un momento dove il ritmo rallenta leggermente e che, vi assicuro, calza assolutamente a pennello per una song dal gusto retrò eccellente come “Gutter Doll”, altro gradevole e imperdibile amarcord. La frontwoman gioca in grande stile non solo attraverso forte sensualità e look sbarazzino, ma ha nelle corde vocali grinta e intensità tali da riuscire a dare ai brani maggior spessore e l'avvincente “In The City” non sfugge a questa roboante, ma allo stesso tempo piacevole poesia. Anche le ultime due tracce “Shallow Dive” e la speedy “Lowest Low”, arricchita da un intro epocale, non tradiscono la fede di chi ama il genere e C.J. e compagni lo hanno saputo omaggiare attraverso il sound vivo e coinvolgente di “Play It loud”. Dulcis in fundo mi prendo la libertà di chiudere la recensione col supporto indiretto, quanto gradito, di Miss Gianna Nannini: “bello e impossibile” sottrarsi al pogo by “Monsters Of Rock” per continuare a vivere un'epoca sempre verde.

 

Sito web: www.cjsleez.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore