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CAYNE

Addicted 

Edizioni Oyez Srl - 2011

 

 

Non capita spesso di essere infastiditi dalla durata troppo breve di un album a meno di non trovarsi di fronte ad uno dei (rari) masterpiece che di quando in quando appaiono sul mercato: eppure è esattamente la sensazione che nasce spontanea ascoltando "Addicted", il prezioso EP con cui i Cayne tornano a far parlare di loro a dieci anni esatti dal disco di esordio. Quattro tracce, tanto basta al gruppo nato in origine intorno a Claudio Leo e Raffaele Zagaria, ex chitarristi e fondatori dei Lacuna Coil, per incastrarsi nella testa e cominciare a scorrere nelle vene come un fluido energetico, potente e capace di indurre dipendenza. Quattro tracce e all'improvviso silenzio al termine dell'eccellente registrazione live di "In my eyes return" la reazione non può che essere "Bhè? Stiamo scherzando? Ricominciate immediatamente a suonare". Sì, perchè "Addicted" è un prodotto che lascia affamati e curiosi. E che invoglia, inevitabilmente, ad attendere l'album completo con una certa impazienza. Bastano appena 18 minuti (tanto durano, complessivamente, le 4 tracks dell'EP) per capire che il gruppo (oggi formato da Claudio Leo, Marco Barusso alla chitarra, Giordano Adornato al microfono, Andrea Bacchio al basso, Giovanni Lanfranchi alle tastiere e al violino elettrico e Guido Carli alla batteria, tutti professionisti con grande esperienza) ha non solo una tecnica eccellente ma cavalca l'onda della creatività con grande capacità e stile: secondo dopo secondo la band regala energia e potenza, alterna atmosfere goth e sperimentazioni elettroniche degne dei migliori Depeche Mode e stupisce con improvvisi growl e funambolici assoli di violino che ammiccano a Eddie Jobson e ai Jethro Tull. Si sprecano anche i cambi di registro, quasi a volerci dimostrare che, in realtà, questi ragazzi possono suonare un po' di tutto: mentre "My damnation" parla la lingua del metal di qualità, ammiccando in alcuni momenti alla scena epic (in particolare nell'apertura), la title track lascia spazio all'animo più "duro" della band che emerge in tutta la sua potenza poggiando su una base di chitarre e batterie incalzanti. Neanche il tempo di abituarci ed ecco la svolta improvvisa: "Together as one" è un pezzo di rara intensità che guarda alle radici dei Cayne, a quei Lacuna da cui il gruppo ha avuto origine ma da cui ha saputo, nel tempo, svincolarsi creando una propria identità precisa.

Il colpo finale, direttamente al cuore dell'ascoltatore, però spetta alla versione live di "In my eyes return": quasi cinque minuti di splendida esecuzione sul palco, il "territorio" dove la band offre davvero il meglio di sé. Non è un caso - probabilmente - se proprio i Lacuna Coil hanno scelto i Cayne come band di supporto per le date italiane del prossimo “Darkness Rising Tour”: visto quello che Leo e compagnia hanno saputo condensare in 18 minuti, con mezz'ora a disposizione saprebbero trasformare il pubblico più gelido in una folla scatenata e bollente.

 

Alessandro Pantani