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LEMELEAGRE

Atlante

IndieBox

 

La spontaneità e l'immediatezza è frutto dell'istinto più intimo e viscerale. Lemeleagre questo lo sanno bene. Attivi dal 1999, con questo ”Atlante” arrivano molto probabilmente alla piena consapevolezza della propria identità artistica. Fin dalle loro origine si sono fatti spazio tra l'alternative italiano e con questo nuovo lavoro in uscita il 2 Febbraio per la sempre ottima IndieBox, danno una notevole scossa sonora alla loro personalità. Il sound che sprigionano é qualcosa di estremamente intrigante: testi semplici e diretti, uniti ad una melodia travolgente che scuote l'anima dell'ascoltatore, o meglio i suoi pensieri più insitintivi ed immediati. Un disco che parla di ribellione in chiave punk ma che ha ad il suo interno un'innocenza mista a cattiveria che riescono a controllare soprattutto grazie alla crescita artisitica, non solo cronologica, ma qualitativa, grazie anche alle importanti collaborazioni che questo disco vanta ( da Holly dei The Fire fino a « Tax » Farano dei Negazione), con la produzione di un certo Alessandro « Ovi » Sportelli che in passato ha curato la produzione di altre band alternative, prime su tutti i Prozac+.

Per certi versi il loro stile ricorda i più dissacranti Ministri anche se la semplicità melodica dei loro testi unita alla grande qualità sonora in fase compositiva é qualcosa di unico. I testi parlano tutti di situazioni quotidiane o di pensieri esistenziali mantenedo comunque quella cattiveria e velocità che prende dal primo ascolto. La mano di Alessandro Sportelli si sente eccome, ma piano piano lo stile di questi ragazzi prende il sopravvento, dimostrando anche una certa vena psichedelica che vien fuori dal loro travolgente video « Atlante », title track e singolo di lancio del disco. Immagini montate freneticamente e proiettate sullo sfondo delle sagome dei componenti delle band. Azioni veloci e dall'attitudine psicotica, disgregante, che evidenzia bene il vuoto interiore della coscienza dell'uomo contemporaneo, sempre più insoddisfatto e disorientato nei confronti della frenesia del mondo odierno che trasmette come unica àncora di salvezza il bisogno di omologazione e dell'effimero. Siamo in un grande momento di confusione, é inutile negarlo, e questi ragazzi, con grande senso ironico, ci sbattono tutto in faccia a denti stretti. « Siamo ostili al sistema che/ ostentamente é assecondato e incoraggiato/ la cui scala di valori non si puo riconoscere/ pena la tormenta eterna » ( da « Tormenta » ); « Non funziona nulla che possa esser d'aiuto/ le premesse eran più chiare alla vigilia » (da « La Morale »); « Santi decisi da una manica di diavoli » (da « La chiesa dei morti viventi »), sono tutti pensieri in un cento senso molto ermetici che ti arrivano dentro come una bomba a mano e, con la musica, acquistano un valore più potente e diretto, quasi innocente e con la giusta rabbia dalle sfumature adolescenziali, non cadendo mai nel banale nonostante che a lungo andare nell' ascoltare tutte le 12 tracce di questo « Atlante », il rischio c'è. In definitiva Silvio, Alan, Barbara e Jacopo (rispettivamente Voce, chitarra e Tastiere/ Basso e Voce/ Batteria/ Chitarra) ci regalano una perla di punk dalle sfumature Pop con accenni di elettronica. Un disco che spacca! Da non perdere, fidatevi!

Recensione di Simone Arrosti