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ANOMIA

The Beauty Of Fall

Le Parc Music/IndieBox

 

Se avete voglia di scatenarvi questo è il disco che fa per voi. Può essere una giornata storta, può andare tutto male e onde evitare di far male a qualcuno è bene sfogare l'adrenalina con qualcosa che vi afferra da dentro e che urlerà e si scatenerà per voi. Allacciatevi le cinture e lasciatevi trasportare a tutta birra da questo “The Beauty of Fall” (IndieBox), secondo disco dei quotatissimi Anomia. Un sound energico e diretto che scava nei meandri del Punk Rock losangelino e nell'Hardcore più melodico. Un suono che scatena le emozioni, che ti fa saltare e non ti annoia. Sì perchè picchiare troppo duro qualche volta è ripetitivo e stanca; qua no, ogni pezzo ha qualcosa da dire e sorprende dalla magistrale produzione e qualità degli arrangiamenti. Con “Synthetic Night”, “The New Big Loud” (primo singolo estratto e suggestivo video girato da Ludovico Galletti) e soprattutto “Yes, I can” di Obamiana memoria, capirete subito di cosa sto parlando. Chitarre taglienti, batteria che mitraglia rullate a tutta birra e la voce calda e potente di Pedro a spararvi in faccia tutto ciò che c'è da sapere nella maniera più diretta e, se vogliamo, meno conformista e più sincera. Bella e da un riff accattivante “Fiction” che ci porta verso ventate di Hardrock anni '80 soprattutto con la melodia vocale di Pedro. Per il resto sempre onesto punk rock con un ottimo a-solo di chitarra. Spicca su tutte poi la strumentale “The Light I would not see”. Brano breve di 2 minuti che prende dall'intensità con cui è suonato. Tutto ciò che si poteva dire a parole è ben comprensibile in quello che in questo brano non è stato detto. “World Looking at you” torna sulla falsa riga dei primi tre brani con una linea che ricorda molto gli svedesi Millencolin anche se in versione decisamente più cattiva. La prossima radio track? “The world is Blind”! Anche questo un brano trascinante e dal groove incredibile con la magistrale chitarra di Leo a farla da padrone. Si chiude la corsa con “Cursing july”. Brano che pare omaggiare i Lag Wagon recenti e che chiude il cerchio sul percorso sonoro che gli Anomia hanno voluto intraprendere con questo disco, bello infine l'a-solo finale della chitarra.

 

A conclusione questo “The beauty of Fall” regala poco a livello innovativo ma è sicuramente molto ben fatto, con un tiro assurdo, cazzuto, e a lungo andare l'album non stanca, anzi. Ottima prova che conferma la bravura vista già con il precedente “Closing Up The Basement”. Link band: www.anomia.it -  www.myspace.com/anomiamuzic

 

Recensione di SimoSuicide