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WHITESNAKE

Forevermore

Frontiers Records

 

Quando ero un ragazzino e stavo muovendo i primi passi nello splendido mondo della musica rock fui letteralmente folgorato dal video di Still Of the Night. Era la fine degli anni 80 e gli Whitesnake erano sulla cresta dell’onda godendo appieno del successo planetario che l’album 1987 stava riscuotendo. Quello che principalmente mi colpì fu la voce di David Coverdale! Calda, potente e “tremendamente” sensuale!! Il suono che riuscivano a sprigionare era unico ed inimitabile, un connubio portentoso di tecnica, feeling e melodia !

 

Ora a più di 20 anni di distanza mi ritrovo tra le mani la loro ultima fatica: Forevermore! Devo essere sincero, bramavo spassionatamente il fatto di poter ascoltare il nuovo lavoro di David e compagni. Il loro precedente Good To Be Bad è stato per me l’album evento dell’anno 2008 e le mie aspettative per questo nuovo Forevermore erano altissime. Inizierei col dire che Mr. Coverdale ha rivoluzionato completamente la sezione ritmica, sono usciti Uriah Duffy (basso) e Chris Frazier (batteria) sostituiti da Michael Devin (basso) e Brian Tichy (batteria). Rimangono alle chitarre Doug Aldrich e Reb Beach, oramai coppia d’assi consolidata. Ma veniamo al cd e soprattutto alla prima traccia Steal Your Heart Away. Ragazzi, sembra di essere tornati indietro nel tempo!! L’incipit è accattivante, slide ed armonica accompagnano l’incedere vigoroso del pezzo che sprizza rock ‘n’ roll da tutte le parti. Echi zeppeliniani tanto cari ai Whitesnake di 1987, si fondono con una prestazione vocale di Coverdale da paura!Ritornello tirato e perfetto per le esibizioni dal vivo, parte centrale dove la chitarra di Doug la fa da padrone e sezione ritmica in forma smagliante. Credo che il pezzo possa diventare un classico della band! Con All Out Of Luck si ispessisce il sound delle chitarre, la voce di David rimane su toni “scream”, ottimo l’assolo di Reb nella parte centrale. Perfetto pure il ritornello che spezza il ritmo decisamente tirato del pezzo. Grande prova di Tichy che dimostra di essere veramente un batterista con gli attributi (penso che Coverdale non abbia mai sbagliato un colpo nello scegliere i musicisti per la sua band e Brian ne è l’esempio vivente!). Il terzo pezzo, Love Will Set You Free, è il primo singolo di Forevermore (penso che molti di voi lo avranno già sentito visto che il video su YouTube sta raggiungendo le 400.000 visualizzazioni). Tipico pezzo hard rock in stile Whitesnake dove potenza, gusto per la melodia e tecnica si fondono in un tutt’uno. In più la melodia del ritornello non ti lascia scampo, ti gira nella testa per giorni senza abbandonarti neanche per un secondo. Si rallenta un po’ il ritmo con la prima ballad del cd, Easier Said Than Done. Lento alla Whitesnake come si usa dire. Ottima la linea melodica, accompagnata in sottofondo dal suono dell’orchestra, che esplode nel ritornello cantato come al solito con grande trasporto da David, ottimo pure l’assolo di Doug che denota il solito grande gusto! Si ritorna al Rock con Tell Me How, rocciosissima e accattivante. David ancora una volta sfodera una prestazione da applausi riuscendo a coprire un range vocale che va dal sussurro allo screaming, alla faccia dei suoi 40 anni di onorata carriera e delle sue 60 primavere che andrà a compiere quest’anno! Anche in questo caso ottimo il ritornello cantato da tutta la band, ma quello che ritengo il valore aggiunto del pezzo è il riffing di chitarra che creano Reb e Doug, davvero devastante. Altro pezzo in puro stile WS, I Need You (Shine A Light). Pezzo solido e ben costruito che ricorda molto il loro periodo primi anni 80 (Saints & Sinners o Come An’ Get It per intederci) pur mantenendo un suono moderno. Con One Of These Days arriva la prima perla del cd! Il suono fresco e coinvolgente della chitarra acustica si contrappone alle lyrics che parlano della fine di un amore e della necessità di andare avanti, tema molto caro a David (Here I Go Again e Love Is Blind per citarne un paio). Comunque le sonorità fresche a armoniose del pezzo trasmettono efficacemente il messaggio di fondo della canzone. Ad impreziosire ulteriormente il pezzo l’assolo in slide di Doug e la solita grande enfasi nell’interpretare il pezzo da parte di Coverdale. Altro grande pezzo rock a seguire, Love And Treat Me Right. Ancora una volta ritornello spettacolare e chitarre che urlano nella classica incarnazione più “americana” della band. La voce di David possiede una carica sessuale che nessun altro cantante al mondo può vantare e proprio in questo pezzo ci dimostra come nonostante il passare del tempo il suo standard sia irraggiungibile per le nuove generazioni. Ancora rock incendiario da sparare a volumi vertiginosi con Dogs In The Street che diventa la Bad Boys del 2011. Ritornello urlato, sezione ritmica devastante e assoli di chitarre che si intrecciano donando al pezzo un groove semplicemente perfetto. Quasi 4 minuti di adrenalina pura che si riversa nelle vene dell’ascoltatore, davvero una mazzata in pieno viso. Con Fare Thee Well si rallenta di nuovo il ritmo dandoci un attimo di respiro. Il pezzo mi ricorda molto le atmosfere di Restless Heart con le chitarre acustiche in evidenza. Pezzo di gran classe che pur essendo una ballad possiede un tiro eccezionale non risultando mielosa. Whipping Boy Blues è un pezzo che si rifà decisamente al periodo Coverdale/Page (Shake My Tree su tutte). Doug si trasforma in Jimmy Page inventando un riff di chitarra di zeppeliniana memoria, il tutto sorretto da un armonica e da una carica davvero devastante. Ancora una volta sugli scudi Coverdale che dona al pezzo il solito valore aggiunto sia attraverso il cantato pulito sia tramite quello filtrato e denso di effetti. Che dire? Rock N Roll allo stato puro, impossibile rimanere indifferenti a cotanta classe. Si prosegue senza sosta, Forevermore non vuole fare prigionieri! My Evil Ways è qualcosa di incredibile. Tiratissima dall’inizio alla fine, una rock song d’altri tempi dove la sezione ritmica è un treno in corsa alimentato dal perfetto intreccio delle chitarre e da un super David Coverdale! Quando pensi che il cd ormai non abbia niente altro da aggiungere arriva Forevermore a concluderlo. Signore e signori: l’ennesimo capolavoro degli Whitesnake. Inizio soffuso con l’acustica di Doug a sostenere il cantato dolce e caldo di David, che duetta con Reb Beach (splendida anche la sua voce). Piano piano il pezzo aumenta di intensità fino all’entrata in grande stile di tutta la band. Una via di mezzo tra Kashmir e Still Of The Night! Possiede infatti la delicatezza della prima e il pathos della seconda. Un pezzo che diventerà sicuramente un grande classico!!

 

Penso che sia difficile per una band degli anni 80 riuscire a partorire un lavoro che sia degno della storia passata, ma che comunque possieda caratteristiche attuali. In questo caso gli Whitesnake hanno centrato l’obiettivo. Forevermore si candida, a mio parere, ad essere il cd 2011 per due semplicissime ragioni: la prima è che trasuda rock ‘n’ roll da tutti i pori, la seconda è che suona genuino. Questa luce di spontaneità pervade tutta la lunghezza del cd e neanche per un secondo sembra qualcosa di costruito a tavolino. David, Reb, Doug e il resto della famiglia hanno sicuramente dato alla luce un album portentoso, se diventerà un classico soltanto il tempo potrà certificarlo. Nel frattempo ascoltatelo a tutto volume gli Whitesnake sono tornati!! Up The Snakes!!!!

 

 

Recensione di Fabrizio Tasso