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DAUGHTRY

Break The Spell

Rca Records/Sony Music - 2011

 

La piacevole regola del numero perfetto vale anche per Chris Daughtry in arrivo col suo terzo lavoro “Break The Spell”, targato Rca Records/Sony Music, e che si appresta a proseguire la scia vincente dell'omonimo debut full-lenght e dell'altrettanto fortunato “Leave This Town”; il cantautore e chitarrista statunitense è il frontman del quintetto da lui stesso formato nel 2006 e che si va a completare con gli altri due chitarristi Josh Steely e Brian Craddock, il bass player Josh Paul e il drummer Robin Diaz. Che dire di Chris? Un'artista senza limiti e dotato di una voce straordinaria che sa graffiare e addolcire, che sa unire anima e cuore dando ai brani una propria identità e di questo vive il presente e già citato “Break The Spell”, un rock in tutte le sue sfumature: si parte con l'essenza grintosa dell'opener “Renegade” e della variopinta title-track resa tale da un leggero tocco a tinte pop, sonorità orecchiabili anche nella spettacolare e coinvolgente “Outta My Head” nei suoi 3 minuti e mezzo di autentica apoteosi. Le chitarre acustiche sono il fiore all'occhiello del cd e accompagnano gran parte delle tracce nella loro delicata atmosfera: l'emozionale “Start Of Something Good”, la profonda “Crazy” e la toccante “Gone Too Soon” sono le prime tre testimonial in note che ben sottolineano l'eccellente team a sei corde. Una parentesi a se la merita l'inno style di “We're Not Gonna Fall”, dove il cantato di Chris è ancora più incisivo attraverso un bridge crescente tra la strofa e l'ottimo refrain; intermezzo riservato anche per l'ariosa sobrietà di “Louder Than Ever”, una fresca e leggera brezza di vento per tutte le stagioni. Il sound acustico e intenso si riascolta in “Loosing My Mind”, spensierata eleganza che sfocia in un finale tutto da vivere come il brivido country pop di “Rescue Me” e “Spaceship”, altre due perle di rara bellezza ad impreziosire un album che omaggia, lungo le ballads, un'opera dagli effetti speciali e che raggiunge il top con l'aggraziata grinta di “Crawling Back To You”. Potevano mancare la bonus tracks? Fortunatamente c'è la versione deluxe a fugare ogni dubbio e con ben quattro tracce! La rocker “Who's They” che parte al piccolo trotto per poi galoppare con un refrain che spacca a mille, l'altra rocker “Maybe We're Already Gone” graffiante al punto giusto, l'immancabile e deliziosa ballad in bonus style “Everything But Me” e la conclusiva “Lullaby”, una breve magia che solo la voce di Chris e la sua chitarra riescono a rendere suggestiva e speciale. Un album curato sotto tutti gli aspetti: nella produzione, nelle linee melodiche e nei refrain dei brani e dove classe e personalità sono una parabola in continua ascesa; consigliatissimo anche il sito web altrettanto amministrato in perfetto stile Daughtry. www.daughtryofficial.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore