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DRAGONFORCE

The Power Within

Electric Generation Recordings/Goodfellas

Data Uscita: 13 Aprile 2012

 

 

 

Devo dire che la curiosità di ascoltare questo nuovo lavoro dei Dragonforce serpeggiava già da un bel po’ tra i sostenitori della band britannica. L’abbandono da parte di ZP Theart, avvenuto nel mese di marzo dello scorso anno, non aveva fatto ben sperare per il futuro del combo albionico. Ma a distanza di poco più di un anno e dopo aver trovato un nuovo frontman, i Dragonforce si ripresentano sul mercato con un lavoro niente male. Fughiamo immediatamente i dubbi, Mark Hudson dietro il microfono non fa rimpiangere assolutamente il suo predecessore. Il ragazzo possiede un timbro certamente accostabile a quello di ZP, ma con una buona dose di potenza in più. Inoltre la band decide di non puntare solamente sulla loro consueta velocità di esecuzione, ma riesce a strutturare i pezzi in maniera da non farli sembrare meri sfoggi di tecnica strumentale. Esempio brillante di questo cambio di mentalità è la fantastica “Cry Thunder”, mid-tempo sul quale si incastra alla perfezione un ritornello di chiara ispirazione Freedom Call.

 

Ma in generale tutto l’album trabocca di riffs estremamente melodici che catturano immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. Le varie “Fallen World”, “Give Me The Night” (assolutamente trascinante) e “Wings Of Liberty” (stracolma di cambi di tempo) mettono ancora in risalto le capacità compositive di Herman Li e Sam Totman, ottimamente coadiuvati da Vadym Pružanov (tastiere), Frédéric Leclercq (basso) e Dave Mackintosh (batteria). Da citare sicuramente anche le varie “Heart Of The Storm”, degna erede di “Through the Fire and Flames” e la impetuosa “Die By The Sword” (che a dire il vero ha una certa assonanza con “Heading The Call” degli Hammerfall). A chiudere il cd troviamo “Last Man Stands”, altro piccolo gioiello che sicuramente farà felici i sostenitori della band. In conclusione questo “The Power Within” possiede tutte le peculiarità per piacere sia ai vecchi fan del gruppo (come il sottoscritto), sia agli amanti delle sonorità del classico power metal. Forse non sarà il miglior lavoro dei Dragonforce, ma sicuramente è un disco che non lascia indifferenti, anzi, più di una volta vi troverete a scuotere la testa in un headbanging selvaggio. Bentornati Dragonforce, adesso aspetteremo di vedervi dal vivo per saggiare la qualità del vostro nuovo innesto. Ma se il buon giorno si vede dal mattino siamo messi bene.

 

Recensito da Fabrizio Tasso