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FINE99

Fino Alla Fine

My+Motion Records

 

 

Attivi dal 1996, i bresciani FINE 99 giungono al loro terzo album dopo una lunga attesa che li ha visti impegnati su centinaia di palchi, insieme a band come i The Fire e i Death By Stereo, e determinati a ricercare un suono unico o la musa giusta tale da farli distinguere da tante band in circolazione. FINO ALLA FINE è un lavoro pieno di spunti interessanti e di grande spessore. Lontano dalle loro origini musicali (come band hanno un passato ska) questo album dimostra come una band possa evolversi in positivo e superare quei cliché musicali in cui si rischia di cadere dopo oltre 15 anni di attività. Prendete la carica melodica e malinconica dei Subsonica, il conosciuto stile dei nostrani Defrusne e mischiatelo con il crudo hardcore sposato con l'elettronica e con il metal: il risultato sarà questo splendido FINO ALLA FINE (in uscita per la My +Motion Record e disponibile dal 12 Aprile). Una miscela unica nel panorama musicale soprattutto italiano, e decisamente esplosiva. Suoni cupi e melodrammatici, angoscianti, travagliati ma carichi di rabbia e arrangiamenti melodici di grande presa (“Segni sulla pelle” e “Solo per Ora” rendono l'idea). Il loro singolo “Carillion” viene lanciato da un video non scontato ma studiato come fosse un trailer horror in stile “Istrice” dei Subsonica, diretto da Ludovico Galletti che non ha bisogno di presentazioni. I testi sono in Italiano e non è cosa da poco, segno che la band non si è solo concentrata sul sound ma anche sulle parole, entrando a 360° nella mente e nell'anima dell'ascoltatore. Intensità esplosiva ne “Il mostro della scatola”, brano che apre il disco dopo un intro al cardiopalmo. Grande imponenza del basso che apre le danze e della tempesta hardcore a seguire che trapana le orecchie fino a farle sanguinare. L'elemento comune che rende interessante questo lavoro è la non-monotonia di ogni brano. Ogni traccia è ricca di cambi repentini di stile, sinuosi come montagne russe di accordi e riff, pur mantenendo una linea logica compositiva chiara e precisa. In sostanza i FINE 99 sanno quello che fanno. A mio parere i capolavori di questo album sono “Strade diverse” e “Quel sottile filo”. Il primo è un brano dalle tinte soft, carico di involuzioni di synth che danno grande intensità e spessore emotivo, con punte di hard rock da brivido. Dall'inizio alla fine il tutto è un crescendo di emozioni che tocca, con i vari accordi, una moltitudine di stili musicali. La sintesi perfetta del marchio FINE 99 la troviamo, come accennato prima, in “Quel sottile Filo”. Chitarre metal, un groove pazzesco, ritmica in chiave punk rock nel cantato e grandi riff di intermezzo ad opera delle sei corde nel più classico e genuino stile hard rock: da non smettere mai di ballare e di incazzarsi! E’ il brano perfetto di questo disco. Molto caratteristica e dai ritmi in sfumature favolesche in chiave dark è la decima traccia “Solo andata”. Con lo scorrere dell'album i toni diventano decisamente più soft come in “Quasi 5 Gradi” mentre si torna a picchiare nelle successive e conclusive tracce “Cosa vuoi Pt.II” e “Dubbio”. Un lavoro che arricchisce la qualità musicale Made in Italy che sempre più dimostra che non ha niente da invidiare ai più blasonati mercati europei e d'oltre oceano. Continuerò sempre a dirlo: abbiamo tanto da dare a livello musicale, basta solo cercare e togliersi i tappi dalle orecchie piene di escrementi patinati. La musica con la M maiuscola esiste anche da noi e i FINE 99 ne sono la dimostrazione. Ascoltare per credere! Consigliato.

 

Recensione di Simo Suicide

28 Aprile 2011