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FIVE FINGER DEATH PUNCH

American Capitalist

Prospect Park Records - 2011

 

Delle distruttive macchine con l’high gain a palla e una evidente arrabbiatura costante: questo sono i Five Finger Death Punch riassunti in una sola frase. Giunti al loro terzo album dopo uno sfolgorante esordio e un secondo album leggermente sottotono, i californiani 5FDP ingranano le marce lunghe e tanti saluti a tutti! La coerenza di sicuro è una dote che non gli manca dato che ancora una volta si ritrovano a fotocopiare il tutto dai loro vecchi lavori, ma è un progetto base che funziona a pieno e quindi per questo efficace. I testi sono evidentemente riferiti all’orgoglio All American come recita chiaramente “The Pride” se la cosa ancora non fosse chiara dopo l’opener e titletrack “American Capitalist”. In quarta posizione il classico midtempo ballato e graffiato che li caratterizza, la lovesong in tonalità bassa e cassa continua: “Coming Down”! La cosa si ripropone anche più avanti tra le canzoni con l’altrettanto ottima e dirompente “Remember Everything”. Come già detto, il metodo funziona egregiamente! Quando si ascoltano i loro lavori non si può non godere delle pesanti ritmiche di chitarra distorta messe in piazza da Zoltàn che formano un perfetto connubio con parti di batteria da bombardamento continuo. Quando l’high gain non c’è (quasi mai, eh!) gli arpeggi di chitarra acustica si accendono cristallini e puri sposandosi a meraviglia con le molte sfaccettature della voce grezza e profonda di Ivan Moody. Tutto l’album è davvero piacevole e incalzante, ricco di parolacce e scarno finalmente di effetti elettronici che negli ultimi tempi stanno caratterizzando un po’ tutto il settore. Certe sonorità degli ultimi Slipknot, certi modi di cantare e di intendere qualche ritmica intendo, ti fanno apparire i 5FDP come una band bella e fatta, nata pronta e subito messa in gioco come gruppo a 5 stelle. D’altronde è poi la cura del dettaglio che fa la differenza nella stragrande maggioranza dei casi e per questo vi esorto ad osservare con attenzione anche la copertina del disco che inizialmente può sembrare una pacchianata e invece poi si rivela... una colossale pacchianata! Ma l’attenzione l’ha attratta e questo è il giusto modo nella giungla odierna! Ecco solo un riferimento a Eddie degli Iron Maiden o Vic dei Megadeth, poi oltre la Lamborghini giallo limone, le 2 signorine discrete e modeste e le varie scritte da locandina cinematografica c’è poco altro: un palazzo! Si sa, gli americani fanno tutto in grande e col botto, gli americani patriotti poi (il 99%) fanno tutto ancora più pacchianamente ma con la giusta aura di come le cose vanno fatte per dargli il giusto impatto. Questo è questa band e i suoi prodotti. Io approvo alla grande, altri potranno criticarli e come al solito offenderli ma questa è la solita routine all’italiana: tutto fumo! The Furious & Deadly Five Finger Death Punch Strikes Again!!

 

Recensione di Bryan Vee