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FREEDOM CALL

Land Of The Crimson Dawn

SPV/Steamhammer - 2012

 

 

Mamma mia! No, tranquilli, non è la recensione del millesimo greatest hits degli Abba (gruppo che peraltro ha fatto la storia della dance music), ma semplicemente un’esclamazione di soddisfazione per questo “Land Of The Crimson Dawn”, settima fatica dei teutonici Freedom Call. Power metal di razza, con un occhio sempre nella direzione dei padri spirituali Helloween ed un eccelso lavoro sotto il punto di vista compositivo. I Freedom Call hanno fatto loro la lezione che prevede cavalcate lanciate a mille, ma che suonano sempre molto melodiche e intriganti e non disdegnano neanche direzioni verso un mood più speed metal. Chris Bay è a questo punto il “dittatore” buono del quale ogni gruppo vorrebbe potersi avvalere. E’ il cantante, il compositore, il chitarrista e persino il produttore di questo full lenght. E la sua voce stupisce ancora per la versatilità, visto anche l’utilizzo di vocalizzi growl ai quali non eravamo abituati. Non c’è bisogno di usufruire di grosse novità sotto un punto di vista musicale per sfornare brani epici come “Crimson Dawn” o la spettacolare “Valley Of Kingdom”, ma per mantenere per tutto il disco un certo livello medio alto, è obbligatoria la serietà nel fare le cose, e a loro non manca di sicuro. Il lavoro è lunghetto, 14 brani, ma senza presenza di brani noiosi o semplicemente messi lì a fare presenza. Sono sicuro che in versione live questo disco riscuoterà grandissimo successo da parte del pubblico, perché riesce a trascinarti nel magico mondo del power anche dopo parecchi ascolti, anche là, per esempio in “Eternity”, dove il lato più oscuro di Bay prende il comando, o in “Hero On Video”, dove esce fuori tutta la voglia tipicamente tedesca di festeggiare e la fa venire pure a noi. In conclusione, penso che sia la voglia di suonare la vera chiave di successo che ti permette di vivere di musica, perché non sono i premi, i soldi o la notorietà (per carità, tutte cose che fanno piacere), le cose da perseguire per poter arrivare, ma una assoluta abnegazione e una sempre più crescente passione nel seguire il proprio istinto e i Freedom Call ne hanno tanto, tantissimo e si sente tutto. Li voglio assolutamente vedere, li vedrò.

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino