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GOLDEN SEXTION

The Silicon Age

logic(il)logic Records - 2012

 

 

Ricordate il detto “c'è sempre una prima volta”? E' arrivata anche quella per i modenesi Golden Sextion, quartetto di belle speranze e che può comunque vantare il frontman Fabio Dessi già al debutto con la power metal band degli Arthemis; a completare la line-up dei GS vi sono il chitarrista Andrea Lusenti, il bassista Fausto Giovannini e il batterista Gianvittorio Vandelli. Il titolo del full-lenght in questione è “The Silicon Age”, timbrato logic(il)logic Records, per undici tracce di puro modern rock/alternative metal dal tocco forte e corposo.

 

Si parte in quinta con la roboante opener “Hi-Tech Love” e dove il dialogo chitarra-batteria ne è il fiore all'occhiello, a seguire “White Wall” autenticata da piccole tinte melodiche e dal gradito tocco Iron Maiden nel refrain, vi assicuro che anche qui il solo spacca davvero. Andamento a tratti freaky nella scanzonata “Sex'n Roll” senza naturalmente perdere l'impeto metal, mentre la successiva rocker “Portrait” profuma a tutti gli effetti di singolo. Un atmosferico arpeggio apre e accompagna la ballad “So Far From This Day”, ci credete se vi dico che in questa slow track la voce di Dessi ricorda quella di Francesco Renga? Chissà che poi mi farete sapere! Riprende il sound tenace con “Jesus On My Back” e lo stesso dicasi per “Saints Are Gone”, fermo restando che quest'ultima vive anche di momenti original beat tra i quali un altro buon saggio a sei corde. Interessante lo psichedelico inizio della title-track per una song dal sapore far west, piccole tracce Metallica e il basso in primo piano, un menu assolutamente azzeccato non c'è che dire; si prosegue col modern metal di “Hidden Truth” introdotta da un altra e indovinata partenza del guitar man Lusenti. Adrenalina a gogo nell'avvolgente “My Pain” resa ancora più tale dalla strofa che ricorda nuovamente James Hetfield e compagni, mentre la conclusiva “From High” chiude il cd con un ritmo più blando, ma puntualmente sostenuto dall'immancabile e imprescindibile sound a tutta roccia.

 

Chitarre in prima linea, voce assai duttile e basso e batteria di buon spessore, “The Silicon Age” è il risultato di un attento percorso che la band ha voluto cominciare e proseguire, con ammirevole coerenza, credendo in quello divenuto poi il loro debut album.

Sito web: www.goldensextion.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore