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KORN

The Path Of Totality

Roadrunner Records - 2011

 


Se siete ristretti di mentalità, se siete fissati su certi generi di musica caratterizzati dalle chitarre distorte, se detestate tutto ciò che non è “TRUE” allora probabilmente non vi sono mai piaciuti i Korn quindi non tentate nemmeno l’ascolto di questo loro project album Dubstep. Non lo capireste minimamente, sareste portati a raddoppiare il vostro odio e a chiudere ulteriormente la vostra mentalità. Questa è plastica! E’ un pacchetto preparato per colpirti duro sulla confusione creata e stimolare quell’immaginazione un po’ assopita sui soliti giri ritmici. Qui tutto è più lento, pensate a che effetto possa fare una lama che vi trafigge e vi affetta per bene le carni se dovesse farlo lentamente e con una violenza raddoppiata; il dolore avvertito sarebbe nel pieno della sua espressione. Questo è ciò che vi aspetta ma in termini di puro godimento se siete in grado di tollerare le influenze nei vari generi musicali. Magari invece siete di quell’altra schiera di persone che pensa di aver già sentito tutto e ridicolizza la band americana per aver tentato questa spudorata mossa “commerciale”. Beh, qui le critiche in realtà dovrei farle io e sono pronto a dire che questo non è semplicemente un album remixato ma è un concept nato direttamente su queste note, nudo e crudo così come lo avvertono le vostre orecchie. Ad ogni canzone, 13 per l’esattezza, corrisponde una collaborazione con noti DJs di musica comunemente chiamata Dubstep e molto in voga da almeno 4 o 5 annetti. Per l’esattezza troveremo artisti del calibro di Skrillex, Noisia, Downlink, Kill The Noise,

Excision, 12th Planet, Feed Me e Datsik, quest’ultimo solo nella Bunus Track finale quindi dipende dal tipo di CD acquistato! Iniziamo col dire che dal punto di vista delle lyrics, come al solito, Mr. Jonathan Davies alla voce non si trattiene di certo dal dire tutta quella valanga di parolacce che da sempre vomita sui microfoni miste all’odio e a miriadi di timbriche vocali e stili di canto. La batteria è elettronica da qui all’infinito con qualche spruzzata qua e la di reale intenzione. Le chitarre sono un’ipotesi e comunque più sottili del solito, meno dissonanti, meno graffianti e che difficilmente compiono un intero riff senza essere in qualche modo storpiate e snaturate da una passata di remix. Ma soprattutto: il basso. Il basso che ha provocato orgasmi nei bassisti di tutto il mondo e non solo è stato accantonato preferendone uno più liscio e definito (ovviamente, ci sono le solite spruzzate anche in questo campo). Insomma, come già spiegato questo è semplicemente un’altra cosa! Non è un disco dei Korn per come li intendiamo da ormai più di 10 anni, è un nuovo orizzonte delle influenze, è un nuovo modo di intendere un semplice remix, è un nuovo modo di creare. Chissà nel futuro cosa penseranno di fare, se tenere la linea o renderla a sua volta “una spruzzata”. Assolutamente da segnalare il primo singolo tratto dall’album intitolato “Get Up!”. Iniziate da lì il vostro ascolto, il resto verrà da se.

 

 

Bryan Vee

 

Tracklist: 

Standard album

“Chaos Lives in Everything” feat. Skrillex 

“Kill Mercy Within” feat. Noisia 

“My Wall” feat. Excision 

“Narcissistic Cannibal” feat. Skrillex, Kill the Noise 

“Illuminati” feat. Excision, Downlink 

“Burn the Obedient” feat. Noisia 

“Sanctuary” feat. Downlink 

“Let’s Go” feat. Noisia 

“Get Up!” feat. Skrillex

“Way Too Far” feat. 12th Planet 

“Bleeding Out” feat. Feed Me 

 

Special edition

“Fuels the Comedy” feat. Kill the Noise 

“Tension” feat. Excision, Datsik, Downlink