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LAS KARNE MURTA

Dirty Swing

autoproduzione - 2012

 

 

E' affascinante quando la musica ci porta a ritroso nel tempo e in questa occasione viaggiamo negli anni '30 con i Las Karne Murta, settebello parmense nato nel 1999 e che ha saputo riproporre un indovinato swing d'epoca attraverso gli album “Una Pasiòn Me Domina”, “Neruda” e “Oilà Masnada”. Siamo giunti al quarto capitolo e dal titolo quanto più vicino al genere che Bufo, Garrincha, Joe, Sgorbyo, Gigi, El Indio e Bazzo ci omaggiano con grande passione ovvero “Dirty Swing”, fermo restando che i musicisti appena citati hanno aggiunto al sound d'altri tempi del buon dixie, piccole sfumature rock'n'roll e ritmi latini assai graditi.

 

15 tracce “multilingue” e quasi tutte di breve durata come la trascinante “Big Beat”, puntualmente impreziosita dai sempre presenti trombettisti El Indio e Bazzo. Altri momenti interessanti e al di sotto dei tre minuti si ascoltano attraverso la solare “Basso Ventre”, il clima messicano della caliente “El Cacerolazo”, l'ariosa “Out Of Control”, la cabaret style “Collant” e la funny rocker “About My Jane” dedicata allo storico Tarzan e interpretata con simpatia da Bufo, direi che il nome del frontman calza a pennello viste le corde vocali talvolta spassose. Dal breve al brevissimo con la pirotecnica “Dead Meat” e dal refrain radioso a dispetto del titolo, la strumentale “Macumba” e l'invitante “Tropical Club” dedicata a Tropea e con tanto di riferimento a una pizzeria, vi confesso che ascoltandola mi è venuta voglia di una buona e invitante Margherita, ma la prospettiva di mangiarla in poco più di un minuto non mi faceva granché gusto!

 

Fra le tracce di maggior durata trovo doveroso menzionare l'opener “Rock'n'Roll”, tinta di un tocco rockabilly e che riporta alla mente il celebre locale parigino Moulin Rouge; non da meno “Un Dì Così” con le sue note spensierate e che raccontano una giornata di vita ordinaria, mentre la mite “Rimasto” dà meritato spazio al basso di Gigi. La conclusiva “El Pero Per Coco” si pone in modo curioso e interessante soprattutto dopo il secondo refrain, un mix frizzante di trombe, chitarra e armonica a chiudere festosamente “Dirty Swing”.

 

Un album che si lascia ascoltare con amabile semplicità e non solo, sono altresì dell'idea che se la band ha sempre saputo farsi apprezzare per il buon stile retrò avrebbe, con lusinghiera giovialità, il grande piacere di essere ammirata anche da colui che negli anni 50 è stato il re dello swing, l'indimenticabile Fred Buscaglione. Sito web:www.skarnemurta.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore