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MADINA LAKE

World War III

Long Branch Records/SPV - 2011

 

Madina Lake, città oscura e immaginaria, ma band reale nata a Chicago nel 2005 e composta dai gemelli Nathan e Matthew Leone , voce e basso, e da Mateo Camargo e Dan Torelli, chitarra e batteria; quartetto legato anche da un momento di grande commozione perché Matthew, nel Giugno 2010, per salvare sua moglie da una rissa ha rischiato la vita rimanendo in coma per cinque giorni, dovendo affrontare più interventi alla testa sono accorsi in aiuto anche i The Smashing Pumpkins che, con un concerto di beneficenza, sono riusciti a raccogliere 80.000 $ per coprire le spese opedaliere; episodio che mi ha molto colpito e che mi lascia raccontare la recensione del presente “World War III” con un tocco di cuore in più. L'album sopra citato chiude la trilogia della band iniziata nel 2007 con “From Them, Through Us, To You” col quale si sono aggiudicati il Best International Newcomer ai Kerrang! Awards e proseguita con “Attics To Eden” nel 2009, che ha come protagonista la giovane Adalia e che sparisce nella città immaginaria di Madina Lake, senza dimenticare che la ragazza è menzionata anche nell'Ep “The Disappearance Of Adalia” datato 2006. Un ottimo alternative rock riveste “World War III” (Long Branch Records/SPV), che suona la carica già dall'opener “Howdy Neighbor!”, energica come la successiva “Imagineer” e dove il suono delle sei corde si fa quasi possente, tracce arricchite da cori tra il classico e il goliardico e vi assicuro che si tratta di un ottimo mixage. “They're Coming For Me” affascina per la sua atmosfera di strada, o meglio, un percorso della band per le vie (perchè no?!), di Madina Lake durante la performance e seguìta a ritmo della traccia stessa dai fans; bello il riff della chitarra che accompagna i 3 minuti del singolo “Hey Supestar” (anche video clip), grinta coinvolgente e a go go arricchita dalla voce di Nathan, mentre un sound più electric style lo si ascolta in “Fireworks” e anche qui il frontman da il meglio di se. Carinissima “Across 5 Oceans” (altro potenziale singolo a parere personale), che raggiunge il picco massimo con un melodic chorus che ricorda gli amatissimi anni '80, speciale sensazione provata anche nella suggestiva mid-tempo “We Got This”; e dopo una piacevole e armoniosa parentesi si torna al sound alternative con “What It Is To Wonder”, dove il finale a tutto basso di Matthew ne è l'assoluta ciliegina. Tocca alle tastiere accompagnare un'altro momento brioso del cd e che arriva con “Heroine”, ascoltandola mi sono tornati alla mente i Depeche Mode dei primi anni '80 e devo dire che la cosa non mi è affatto dispiaciuta! E coma una bomba in note esplode la carica di “Blood Red Flags” per poi lasciare spazio a un finale omaggiato dalla leggerezza di “Take Me Or Leave” e dalla breve “The Great Divide”, che parte in sordina e che sfocia in un chorus di grande intensità a completare solo apparentemente la tracklist, perché c'è una ghost track strumentale che arriva si dopo un vuoto di circa un paio di minuti, ma regalandone poi 4 di rock assai corposo e impreziosito da un ottimo dialogo chitarra/batteria. Una trilogia che si chiude in grande stile e che meriterebbe un cofanetto a premiare la grande passione musicale, oltre a una profonda amicizia, che unisce il giovane quartetto di Chicago e che potrebbe illuminare di luce viva l'atmosfera oscura di Madina Lake.

Official myspace page: www.myspace.com/madinalake

 

Recensione di Francesco Cacciatore