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MISFITS

The Devil's Rain

Misfits Records - 2011

 

 

Simpatici i Misfits, per la loro immagine rassicurante, per la sobrietà nel vestire di Jerry Only, per i testi delle canzoni sempre positive e solari....A parte le stupidate, noi fans della band di Lodi ( New Jersey...non quella vicino a Milano ) eravamo tutti in trepidante attesa del loro nuovo album di inediti. Eccolo quà, data di rilascio mondiale 4 ottobre 2011. Potendolo ascoltare in anticipo sono lieto di recensirlo. Consiglio di non ascoltare nulla delle precedenti realizzazioni per un lungo periodo prima di mettere il nuovo "The Devil's Rain" nel lettore. Come dichiarato dal Leader e bassista Jerry, questo è un nuovo inizio e non una continuazione storica dei lavori precedenti. Sono pienamente d'accordo con questa affermazione; il contenuto composto da ben 16 tracce è presentato in un formato insolito per un CD ( grande come un LP ) con belle foto ed illustrazioni eseguite da Arthur Suydam (disegnatore della serie Marvel/zombie ) e prodotto da Ed Stasium ( Ramones e gli stessi Misfits ) è piacevole all'ascolto, le canzoni seguono il filone Horror-Punk con punte di Horror-Billy come in "The Black Hole", scorrono via bene senza stancare. Il singolo "Land Of The Dead" veniva già presentato live anche nelle date Italiane che ci ha visti partecipi ma sinceramente non lo riconosco nella versione meno tirata e più orecchiabile fatta in studio. La voce di Only è impostata come al suo solito e le "O" vengono sempre trascinate alla lunga, insomma il disco è zeppo di "Oooooooooo". I testi ricalcano tutto quello di più caro alla band, zombie, horror, darkness, inferno ecc. ecc. Un disco fatto per piacere anche a chi non li conosce, fatto per un pubblico più ampio (anche questa affermazione esce dalla bocca di Jerry Only). Per chi scrive non c'è una canzone che spicca sulle altre, sono tutte più o meno la continuazione della precedente con poche varianti. Alla fine un buon disco, si capisce che sono i Misfits, ma non i Misfits di "American Psycho". Vista l'attesa durata più di dieci anni va benissimo così, perché, sicuramente, dal vivo tutto suonerà diversamente. il giudizio finale è tirato per i capelli ( non i miei... ) ma positivo.

 

 

Recensione di Luca Casella