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MORDIB ANGEL

Illud Divinum Insanus

Season of Mist – 2011

 

Ok, cerchiamo di essere chiari, oggettivi e di fugare ogni possibilità di incomprensione da subito....ma senza essere politically correct! Quando sono partite le prime note di “Too Extreme!”, dopo l'intro di Omni Potens, dopo essermi ripreso da un'improvvisa sindrome di Tourette che mi ha portato ad imprecare in tocario A tutto il pantheon assiro, ho deciso di continuare nell'ascolto, prima di mandare una querela a Mr. Vincent e soci. In parte ho fatto bene, perchè questo “Illud Divinum Insanus” (l'ultimo aggettivo sostantivato e quantomai ben scelto) è un lavoro discontinuo, non solo per qualità, ma anche per stile, che può essere definito in una sola maniera: indeciso. Come dicevo, “Too Extreme!” è una song che sembra uscita da una prova andata male dei Marylin Manson che cercavano di fare una cover delle Genitorturers: ovvio il mio disappunto, ma non per la contaminazione...che in realtà non c'è. I Morbid Angel, che in questo lavoro tanto atteso ripresentano il loro leader David Vincent (e la sua voce ci mancava, e tanto!), il nuovo chitarrista Destructhor, dagli Zyklon ed il turnista Tim Yeaung, in prestito dai Divine Heresy, hanno sostanzialmente confezionato un album al 60% splendido, nelle tracce in cui sono loro stessi, vale a dire tra i più grandi geni del death metal mondiale e, per il restante 40%, assolutamente indifendibili, sciatti e privi di creatività, tanto da ricorrere a spenti colpi ad effetto per fregiarsi del titolo di coraggiosi innovatori. I brani classici, che sono molto più freschi e sorprendenti di quelli inusuali, come “Existo Vulgore”, “Blades of Baal” o il mid-tempo devastante ed imperioso “10 More Dead”, mostrano una band coesa e perfettamente integrata con nuovi membri e componenti ritornati dopo molto tempo, songwriter ispirati ed in grande forma (Azagthoth e Destructhor sono in perfetta sintonia compositivo-creativa), per song dalle quali trasudano tutto il carattere ed il talento di una tra le band forerunner del death metal a stelle e strisce. Da qui si passa all'altro settore (o dimensione, tale è la differenza), che si riduce, in realtà, a tre brani e mezzo, durante i quali si rimane letteralmente basiti nell'ascoltare i MORDIB ANGEL produrre e suonare tre brani, il già citato “Too Extreme!”, “Destructos Vs. Earth/Attack” e “Radikult”, che sembrano non delle sperimentazioni di death metal virtuoso e feroce, incrociato con i ritmi industrial e techno-ebm, ma, molto più semplicemente, song scopiazzate dai vari Rammstein, Marylin Manson e qualcosa di Combichrist, messe in mezzo alle altre track quasi a casaccio, come se si volesse attirare un pubblico dedito a queste sonorità, senza nessun vero e proprio tentativo di sperimentazione. L'unico vero brano ibrido, “Radikult”, è, in realtà, una track che è nettamente divisa in due parti: una prima in stile dance-industrial ed una seconda dove esplode tutta la magnificenza del death dei MA, senza un vero link o una reciproca osmosi, che fa solo pensare a come sarebbe potuta essere bella questa track, se avessero seguito il loro vero estro creativo. In sostanza, un album metà grandioso, nella sua parte realmente Morbid Angel, dove si ritorna (finalmente!) ad un'ottima produzione, la quale era un po' mancata in album di certo belli come FFTTF e Heretic (l'ultimo con le più brutte chitarre mai prodotte in casa Morbid Angel), ed una seconda assolutamente da evitare, con brani pseudo-sperimentali a fare da specchietto per le allodole per attirare ascoltatori borderline, senza offrir loro quella contaminazione che era, invece, molto più presente in quel capolavoro di “Domination”, dove solo le atmosfere erano influenzate dall'industrial, ma che, di sicuro, suonavano più genuine ed incisive di tre song che scimmiottano un genere (che quel titolo finale,Profundis Mea Culpa, sia un tentativo della band di scusarsi??) che oggi è considerato molto trendy anche da una discreta fetta di headbanger, il quali, con tutta probabilità, mi invieranno vari tipi di maledizioni e sicari a pagamento. Sono, comunque, sopravvissuto ad un brano come “Too Extreme!”...c'è poco che mi spaventa.

 

Andrea Evolti