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MOTHERCARE

The Concreteness Of Failure

Kreative Klan Records

 

Terzo lavoro per il sestetto veronese dei Mothercare, ottima realtà a metà strada tra il thrash swedish (Carnal Forge su tutti), il metalcore vero e proprio, quello di scuola americana e newyorkese e le tentazioni melodiche del neo-melodic-core (quello che adesso chiamano metalcore). Già dall’opener Slow and Proud March to Conformity, passando per la cadenzata e marziale Ten Easy Lessons, capiamo che la band (attiva fin dal 1994) di esperienza e talento ne ha da vendere: impatto, potenza, produzione di alto livello, ottima performance dei musicisti e genuino e passionale songwriting. Il six-piece veneto, che si avvale della presenza del percussionista Mauro Zavattieri a supportare, non sempre con la medesima incisività e presenza, quello splendido rullo compressore che è Marco Piran, sa creare brani di ottima presa, viscerali ma anche curati nella forma, come si evince proprio con l’ascolto della già citata Ten Easy Lessons, dove compare, per la prima volta nell’album, un ottimo assolo di Rudy Pellizzon, a spezzare, finalmente, la compattezza di un lavoro massiccio ma non noioso. Rudy, infatti, ed il suo compagno di ascia Mirko Nosari, sanno variare in maniera egregia il loro riffing, passando dagli ultrastoppati di scuola Machine Head/Fear Factory/Lamb of God, ad aperture più elaborate che hanno, però, nel connubio new-american-thrash e swedish-thrash, il terreno in cui affondare le loro radici. Godibilissima la prestazione vocale di Simone Baldi, abrasivo e feroce come nella miglior tradizione scandinava (lasciatevi ‘pettinare’ dalla sua rabbia in Blessed by the Used) ma anche capace di aprirsi a passaggi melodici non banali o troppo leggeri, come in To Be or to Sink, per poi ripescare anche elementi quasi death nelle strofe della At the Gates-oriented Gateaway from Extinction. Band con idee e passione ma con l’unico difetto in un songwriting che pecca ancora un po’ troppo di monolitismo chitarristico quando, con due chitarre dotate di gusto solistico e fantasia, potrebbe fare un ulteriore passo in avanti in soluzioni più ricercate e la possibilità di creare un affresco più variegato ed anche più incisivo per il loro notevole senso estetico della violenza, come si nota nell’incipit di Phobic o nella variegata Mother, brano molto bello, anche se azzoppato dalla chiara mancanza di più stimolanti soluzioni melodico-soliste. Un lavoro di ottima fattura, comunque, che se terrà a mente il risultato (specie nell’uso delle percussioni) che si ha nella conclusiva Uncontrolled Hatred, che ricorda un po’ i Sepoltura di Chaos A.D., saprà offrirci grosse sorprese.

 

 

Andrea Evolti

 

 

TrackList  

 

1. The Art of Diplomacy  

2. The Slow and Proud March to Conformity

3. To Be or To Sink  

4. Ten Easy Lessons  

5. Blessed Be the Useless  

6. Gateway to Extinction

7. Mother    

8. Phobic    

9. The Concreteness of Failure  

10. Uncontrolled Hatred