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NIRVANA

Nevermind (20th anniversary edition box 4 cd)

Geffen Records - 2011

 

 

Il 1991 fu un anno davvero pazzesco per il rock. Uscirono “Use your Illusion 1&2” dei Guns N’Roses, “Ten” dei Pearl Jam, “Black Album” dei Metallica , “Blood, Sugar, Sex, Magik”dei Red Hot Chili Peppers, ma soprattutto usci’ l’outsider “Nevermind” dei Nirvana. Perché outsider? Perché probabilmente, nessuno si aspettava un risultato di vendite e di consensi simili, tale da farli diventare la band di un’intera generazione. Ok, dalla Sub Pop erano passati ad una major potentissima all’epoca quale la Geffen Records ed in formazione era entrato un autentico fuoriclasse alla batteria, Dave Grohl, ma tutti quei dischi d’oro e quei sold outs costanti ai concerti, cambiarono completamente la psiche di molti giovani ma anche di Kurt Cobain. Kurt era tutto quello che non era una Rockstar allora. Vestito semplicissimo con comodi jeans strappati e scarpe di poco valore, pettinato come capitava e nei suoi testi, autentiche poesie, c’era una disperazione di vivere interiore, e storie di ordinario quotidiano, che molte glam band dell’epoca si dimenticavano completamente, perchè prese soltanto a parlare di sesso, droga e capelli belli in ordine. I Nirvana, secondo me, non sono la band migliore di Seattle; l’ho sempre detto e affermato che le mie bands culto della zona sono gli Alice in Chains e i Mother Love Bone, ma sono sicuramente quelli che hanno saputo meglio coniugare sonorità punk, pop e lezioni varie da Neil Young e Black Sabbath in un’unica e personalissima ricetta vincente. Il cantato sofferto di Kurt, le chitarre distorte dello stesso, assolutamente non tecniche, il basso slappato di Krist Novoselic (ora politico di un certo livello negli Usa) e la batteria stratosferica di Dave Grohl erano una miscela terrificante pronta a farti scatenare in un pogo istantaneo. “Nevermind” è un capolavoro totale. Nessuna canzone è brutta e questa edizione sarà sicuramente un oggetto del desiderio per tantissimi fans.

 

Quattro cd che ci portano dentro il cuore di “Nevermind”. Inediti, b-sides, sessions, remix diversi delle canzoni e performance live. Non sto ad analizzare particolarmente “Nevermind”, perché penso che tutti o quasi lo conosciate, dalla rabbia totale di “Smells like teen Spirit”, canzone che li fece esplodere su Mtv e che causò il disagio interiore di Kurt che lo porto’ nell’aprile 1994 ad entrare anche lui nel club dei J27 con un suicidio (presunto, anche perché ci sono ipotesi che possa anche essere stato ammazzato e che sia una macabra messinscena) nella sua casa di Seattle (dopo essere completamente sparito da Los Angeles), dall’apparente leggerenza di “Polly”, che invece è la storia di una tossicodipendente in cerca di un pusher, dal pugno in faccia che ti molla “Territorial Pissings” o la semioscura “Come as you are” che portò i Nirvana in causa coi subliminali Killing Joke, che li accusarono di plagio nella struttura del riff iniziale.

 

I pezzi inediti o presunti tali visto che son b-sides di singoli son “Even in his youth”, bel brano molto veloce e carico, la famosa “Aneurysm”, una semimarcetta che ogni nota è un toccasana e la distorta e pazzoide “Curmudgeon”. Completano il primo cd varie esecuzioni live di pezzi anche dal precedente lavoro “Bleach”, tra le quali “School”,“Sliver” ecc... rimasterizzate ma allo stesso tempo lasciate un po' ”sporche” nella resa sonora, anche perché se tu togli il suono distorto ai Nirvana e come togliere l’acqua ad un pesce rosso nella sua bella palla.

 

Il secondo cd è formato invece praticamente quasi tutto dai rehearsals di vari brani. Troviamo “In bloom”, la storica “Lithium”, l’inno “Smells like teen spirits”, “Lounge act “ e tante altre. La caratteristica principale è che sono registrate in presa diretta e ti sembra di essere in studio con loro. Alcuni pezzi sono suonati quasi rallentati, e ci son vari errori di esecuzione o in taluni casi improvvisazioni.

 

Il terzo cd è invece un cd di mixes, i “Devonshire Mixes”, che vanno a toccare l’intero “Nevermind”. L’ordine delle tracce corrisponde perfettamente a quello dell’originale “Nevermind”. La resa è quella da prodotto finito e pronto da essere immesso sul mercato e non grezzissima come il cd dei rehearsals. Probabilmente un sound un attimino patinato per il masterpiece. Quindi, se conoscete ogni nota del dischetto dalla copertina con tonalità azzurre, bene sentitevelo per mera curiosità personale. Esempio: “Lithium”, sembra essere finita in candeggina in taluni frangenti. Non che la cosa urti particolarmente o stravolga la canzone, ma sicuramente preferisco la versione originale.

 

Il quarto cd è invece un cd dal vivo. Ci sono tantissmi pezz...dall’irruenta “Breed” alla dolcissima “About a girl”, dall’ovvia (per inclusione )”Smells like teen spirit” a “Sliver” e tante altre. Fortunatamente li vidi dal vivo nel 1994 a Milano, fu un concerto epico ed immaginatevi il vostro recensore, un omone altissimo grande e grosso, scatenarsi in poghi selvaggi e un atterraggio in volo a pochi metri dal buon indimenticato ed insostituibile Kurt Cobain.

 

Quindi, fans dei Nirvana ma in generale della buona musica, risparmiate i vostri soldini ed investiteli in questo bel cofanetto.

 

MauRnrPirate