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PRIMUS

Green Naugahyde

ATO Records - 2011

 

A distanza di pochi mesi da un fortunato tour italiano che ha fatto tappa a Vigevano e Roma, tornano sul mercato discografico i Primus. La storica band di alternative metal, capitanata dal leggendario bassista Les Claypool, giunge all’ottavo album con questo splendido lavoro. Famosi anche per essere la band autrice di una fortunata sigla per il cartone animato “South Park”, con queste canzoni sicuramente farebbero centro su Eric Cartman e compagni, che li ascolterebbero a tutto volume nelle lezioni con l’ambiguo professore, Mr Garrison, rischiando i richiami severi anche tramite Mr Cilindro. La prima canzone “Prelude To a Crawl” non è altro che un intro d’atmosfera, totalmente diverso da quello che ci aspetta. Le danze si aprono infatti con “Hennepin Crawler”, pezzo tipicamente Primus, con basso slappato e veloce di Les Claypool, batteria suonata dal figliol prodigo (nella band) Jay Lane in modo assolutamente degno e lavoro chitarristico molto prezioso di Larry Lalonde. Les Claypool dichiarò in qualche intervista, prima dell’uscita di questo lavoro piu’ volte rimandato, che le canzoni composte per questo lavoro gli ricordava moltissimo il materiale dello storico lavoro della band “Frizzle fry” del 1990. Ben ventun anni sono passati da quel lavoro, la band si è evoluta anche in termini di resa sonora, e ha fatto ancora centro. Stupenda ad esempio è la semimarcetta “Last Salmon Man”(Fisherman’s Chronicles Part IV) che, in tali parti è una lunga e riuscitissima jam session tra tre marziani di tecnica. Non puoi che iniziare a ballare invece con la successiva “Eternal Consumption engine”. Chi è quel pazzo che riesce a mischiare sonorità ska, arabeggianti e aggiungerei anche una spruzzata (sicuramente involontaria) di Renato Carosone qua e là? E soprattutto lo fa in maniera credibile? La risposta è Primus. Le sorprese non finiscono, in quanto poi il brano ha anche parti che sembrano derivare da opere liriche. Un piccolo capolavoro. Le sapienti lezioni di Prince, Red Hot Chili Peppers, Parliament, Earth Wind and Fire, Boney M sono chiaramente presenti in “Tragedy’s A ‘ Comin’”, pezzo molto ballabile cantato o meglio recitato da Les con voce bella incazzata e pepata. L’unico punto debole del disco (per il sottoscritto) è ”Eyes of the Squirrel”, quasi doom nell’andamento e spettrale. “Jilly’s smack” inizia invece con un intro con vari effetti e distorsioni per poi trasportarci in sentieri quasi new wave anni Ottanta in taluni frangenti. Oscura e sofferta anche nel cantato di Les è sicuramente una piccola gemma, che richiede diversi ascolti prima di essere apprezzata in pieno. Una sorta di funk con basso bello pompato è “Lee Van Cleef” che, sicuramente farà “surfare” sulle teste del pubblico diversi avventurosi ai loro concerti. Pezzo anche questo di insana follia che solo loro riescono in modo credibile a riprodurre senza momenti di tedio totale. “Moron Tv” mi diverte già dal titolo (e non pensate che Moron siano grosse more, ma qualcosa di un attimino piu’ pesante come sostantivo) ed è anche questa molto tetra, con vari stacchi tra le varie parti del brano, destinati a jam perfette tra i tre alieni (scusate mi ripeto, ma non trovo un aggettivo migliore per definirli). “Green Ranger” è un brano molto diverso da tutto il lavoro. Lieve e suadente nel suo incedere, sembra una pantera dormiente, pronta ad azzannarti alla giugulare in qualsiasi momento. Unico piccolo appunto è la striminzita durata che supera di qualche secondo i due minuti. “HOINFODAMAN” è stata precedentemente ascoltata da moltissimi sul sito di Rolling Stone. Funkeggiante e con qualche reminiscenza Rage Against The Machine, qua e là, ti conquista al primo ascolto con diversi cambi di tempo e sonorità. Anche per questa pollice decisamente alzato. “Extinction Burst” supera invece i cinque minuti di durata ed è molto tribaleggiante nell’atmosfera. Potremmo tranquillamente aggiungerci i tamburi di qualche tribu’ africana accorsa in massa in studio per completare l’opera. Opera? Si, anche perché ad un certo punto diventa quasi opera lirica, con note tipiche di questo genere. Inoltre da sottolineare la migliore performance di Claypool in tutto il disco. “Salmon Men” chiude il disco e non è altro che un outro che raffigura idealmente i titoli di coda di un film che hai molto gradito. Soltanto che qui immagini non ce ne sono, ma in queste canzoni sono tante le immagini e situazioni possono esserti venuti in mente. Grazie Primus, avete fatto ancora centro con un disco capolavoro o quasi.

 

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