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RAGE

21

Nuclear Blast - 2012

 

 

Devo essere sincero, aspettavo con trepidazione questa nuova uscita dei Rage. Scoprii la band tedesca nel lontano 1996, con un album mitico come “End Of All Days” e fu amore a primo ascolto. Recuperai la loro precedente discografia e da quel momento in poi non persi nemmeno un’uscita del combo tedesco. “21” è il ventunesimo lavoro della loro carriera (se contiamo anche i dischi usciti sotto il moniker Avenger), ma è anche il punteggio massimo che si può raggiungere su un tavolo di Blackjack. In effetti con questo platter i Rage giocano veramente d’azzardo. Peavy, grazie al suo strabiliante talento, è sicuramente da annoverare tra i personaggi di spicco della scena Heavy Metal. I lavori della sua band sono sempre risultati freschi e trascinanti con il loro azzeccato mix tra potenza e melodia. L’heavy metal di base supportato da parti orchestrali contrapposte a roboanti ritmi thrash ha sempre contraddistinto la loro proposta musicale, rendendola immediatamente riconoscibile. Ma allora perché parliamo di gioco d’azzardo? Ve lo spiego subito. “21” è il lavoro più pesante che i nostri beniamini abbiano mai composto. Vengono eliminate le partiture orchestrali lasciando campo a ritmi indiavolati e ultra pesanti come mai prima d’ora. Ad aprire le danze è “Twenty One” (il primo singolo) dove i ritmi thrash si incanalano perfettamente nella matrice tipicamente Rage del pezzo. Ancora più pesante la seguente “Forever Dead”, introdotta da uno splendido riff di Victor Smolski. Il ritmo è sostenuto grazie anche allo spettacolare apporto di Andrè Hilgers. Cambi di tempo e vocalizzi di stampo growl rendono il pezzo devastante (dal vivo deve essere una mazzata!!). “Feel My Pain” sembra rallentare il ritmo, ma è solo un’illusione. Ottimo il ritornello e il lavoro della chitarra, che esplode in un bellissimo assolo. Per il resto canzone tipicamente Rage. Introdotta da un giro di basso e da un urlo straziante ci investe come un treno in corsa “Serial Killer”. Tempi serratissimi, voce gutturale (al limite del death metal) e chitarra assassina, fanno di questo pezzo una delle canzoni più dure scritte dal trio teutonico. Assolutamente azzeccato il dualismo tra la strofa (di chiara impronta death) e il ritornello (in puro stile Rage). Pezzo spettacolare! Ritmi un filino più lenti, ma ugualmente pesanti nella successiva “Psycho Terror”. Ennesima grande opera di Victor alla sei corde e ritmica sensazionale con i suoi cambi di tempo. Ancora Heavy metal, a tratti Speed, e assolo divino con “Destiny”. Nello standard del gruppo “Death Romantic” , “Black And White” e “Concrete Wall” che possiedono le classiche peculiarità del loro sound. A chiudere il cd troviamo “Eternally” semi-ballad dall’incedere malinconico con un ottima prova vocale di Peavy. Forse questo “21” non sarà il miglior lavoro della band tedesca, ma ha il grandissimo pregio di riuscire ad unire la vecchia scuola heavy metal a suoni decisamente moderni. In più la produzione curata da Charlie Bauerfeind (Hammerfall, Helloween) e Victor Smolski enfatizza le parti più tirate alle quali dona un suono devastante. Di sicuro la scelta di concepire un prodotto così granitico non può che far aumentare la stima del pubblico nei loro confronti. Bentornati Rage! Adesso vi aspetto dal vivo!

 

 

Recensito da Fabrizio Tasso