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15 lug 2016

Recensione rebelHot - "rebelHot"

rebelHot

rebelHot

Metalapolis Records

Release date: 27 Maggio 2016

 

 

4 mens band i rebelHot (il loro nome nel dialetto lombardo di area milanese sta per rebelot, ossia casino, confusione) che con il loro stile Oldies radicato nel Blues, Rock e Funk, propongono il loro omonimo album supervisionato dalle sapienti del MasterPiece delle nuove produzioni italiane, Alessandro Del Vecchio.

 

 

Riff semplici, suoni caldi e vintage che ricordano il Lenny Kravitz di "Always on The Run"; così si apre l'album dei rebelHot con “Shake It” dal basso “gommoso” e pieno, una batteria essenziale e “fantasiosa”, ed una voce equilibrata e precisa. Arie più Hendrixiane in “Free” che sprizza da tutti i pori anni '70 mentre con “Holy is my Beer” lo stile si avvicina più ai Boston, con  una song che basa tutto sulla convincente parte vocale di Husty affiancata dai riff di facile piglio di Paul che si lascia andare in un assolo in pentatoniche molto intrigante sul finale. Con “Pray for the Rain” ci si tuffa in ritmi Funk con belle sonorità e arpeggi, un po' alla Jimi Page, mentre una bellissima ballad viene offerta con “Everything you Go”, dove forse si sente la necessità nella strofa di una vocalità più calda rispetto a quella di Husty che però si mette in gran lustro nel ritornello così come Paul che nuovamente regala un solo veramente gradevole. Un pochino di incisività ritmica la ripropone “Love”, sempre in chiave Rock Funkeggiante, che porta in sè una buona progressione melodica ed armonica; sulla stessa linea d'onda troviamo “Lucky”, dal refrain fresco e ritmato, molto molto '70ies. Una ventata di Blues viene portata da “Hands Up”, semplice, immediata e spensierata, tutta sostenuta dal groove pieno di Ze e del suo basso. Una bella accelerata viene impressa grazie ad “Hot Stuff”, tra i brani migliori del CD, e con la quale risulta difficile tenere a freno il piedino che inesorabilmente parte a tenere il ritmo. La band poi ci piazza una traccia intitolata proprio "rebelHot", nuovamente in stile '70ies, un po' in stile colonna sonora dei film polizieschi dell'epoca, mentre in chiusura e con la collaborazione di James Patterson (Cry of Love/ Corrison of Conformity), ripropongono “Pray for the Rain” in versione acustica, brano da pelle d'oca per intensità e coinvolgimento “acustico”, meglio che in versione originale.

 

I rebelHot si affacciano ufficialmente all'oceano delle produzioni musicali nostrane ma che strizzano l'occhio oltreoceano. Un album molto equilibrato, semplice, in linea con le scelte dei generi musicali scelti e proposti. Una dinamica sonora sempre chiara e “standard”, quindi non aspettatevi suoni particolarmente “pompati” o “gonfi”, piuttosto votati alla semplicità ed all'immediatezza di impatto. Una semplice chitarra pluggata in un amply con un filo di crunch e via. Buon lavoro, convincente seppur mirato ad un taglio di pubblico un "po'di nicchia" ed anagraficamente maturo.

 

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

1.Shake it

2.Free

3.Holy is my beer

4.Pray for the rain

5.Everywhere you go

6.Love

7.Lucky

8.Hands up

9.Hot stuff

10. rebelHot

11. Pray for the rain (Acoustic version feat. Jason Patterson)

 

Lineup:

Husty – Vocals

Paul – Guitar

Ze – Bass

Frank – Drums

 

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