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TOP ALBUM

THE LAST FIGHT

Right of Wave

Autoprodotto

 

 

Provare a parlare di questo disco d'esordio dei bergamaschi The Last Fight non è una cosa semplice perchè risulta spiazzante e allo stesso momento non puoi che urlare di gioia. Ascolti questo “Right of Wave”, poi vedi da dove viene la band e rimani a bocca aperta. Non è in discussione la loro bravura, assolutamente, ma è come una manna dal cielo sapere che nel nostro paese si possa sentire qualcosa del genere; qualcosa di così aggressivo ed entusiasmante, di perfetto, contemporaneo e contestualmente spiazzante. Qua non siamo in America signori miei; là dove un certo tipo di rock melodico viene esportato con estrema naturalezza. No, qua siamo in Italia, patria del suono popolare per eccellenza. Poi ascolti questo disco ed è come se squarciasse la realtà. Se poi si scopre che è stato interamente auto prodotto dalla band nel loro personale studio di registrazione, allora ci rendiamo veramente conto di essere di fronte ad un fenomeno in sicura ascesa. Nati nel 2009, hanno messo insieme le loro singole esperienze musicali e in poco tempo, scatenandosi dal vivo, hanno avuto ampi consensi dagli addetti ai lavori, vincendo diversi concorsi e partecipando anche a diversi festival sia italiani che europei. Inoltre hanno collaborato con la RAI per la colonna sonora del documentario “I fiori all'Occhiello”. Non male per una band emergente!

 

Hanno un sound contemporaneo, caldo ed aggressivo allo stesso tempo, che ti penetra dentro con grande facilità, con alcuni critici che hanno già coniato un termine adatto a loro: “Fat Rock”. In effetti di emozioni “grosse” ne danno parecchie ma semmai la loro bravura è quella di aver mescolato diversi stili e creare un rock attuale ed innovativo. Bergamaschi di origine, questi quattro musicisti (James, Dave, Ste e Gigi) hanno dato sfogo alla loro creatività musicale, proponendo un soft-rock di alto gradimento con punte di cattiveria come nella trascinante “O2”: pezzo da un riff selvaggio e astuto, che prende subito dal primo ascolto. Non è da meno il primo singolo estratto “Tom's Dealer”, creato ad arte per essere pompato senza sosta in ogni stazione radio. Ma sono i brani melodici a dare grande risalto alla qualità dell'album: stupenda “Everything You say” con James a fare il verso a Mick Jagger, con un cantato che ti entra nelle ossa dall'intensità che riesce a sprigionare. Un brano aggressivo e malinconico con un ottimo arrangiamento di chitarre, piano e violino. Con “Game” (secondo singolo estratto) c'è tutto l'insegnamento d'oltre oceano per come creare un brano rock essenziale e dal grande trasporto. Con “Anyway Someday” sembra quasi di sentire gli U2 mischiati agli Stereophonics, con una chitarra acustica che sprigiona note che odorano di sabbia e salmastro, per poi essere squarciato da un temporale di chitarre elettriche e da effetti d'alta classe alle sei corde. Accattivante poi la cover del brano dance “Rise Up” di Yves LaRock, qua denudato dell'aspetto “Truzzo” da discotecaro e rivestito in chiave Rock con sfumature Grunge che rendono il tutto magnifico. Con “It's Getting Hard To Play” si torna all'Hard rock più irriverente, che strizza l'occhio a Dave Grohl & co. per l'essenzialità mista ad aggressività del pezzo. Anche questa una prova da novanta, dimostrando che questi ragazzi se la giocano tranquillamente alla pari con le band più blasonate. Chiude il disco la splendida “My Fear”: altra ottima performance in Mid Tempo a chiusura di un album veramente con la A maiuscola.

 

Forse siamo veramente di fronte a qualcosa destinato a diventare grande: i The Last Fight.

Straconsigliato!

 

Recensione di SimoSuicide