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Recensione: SADDOLLS - Happy Deathday

SADDOLLS

Happy Deathday

Lunatic Asylum Records - 2012

 

Da sempre l'illustre mondo della musica vede unire artisti affermati per celebrare nuove promesse e per la presente, nonché imperdibile occasione, si sono prestati Jape Peratalo dei To Die For, Juska Salminen ex-Him, Roberth Karlsson degli Scar Simmetry e l'accoppiata Morgan Lecroix e Terry Horn dei Mandragora Scream, questi ultimi sono anche i fondatori della neo etichetta Lunatic Asylum Records e che apre le porte per il debut full lenght dei greci SadDolls che vedono alla formazione il frontman George Downloved, Pual EvilRose e Daniel Aven alle chitarre, Mary Mc Blood al basso e St.Gas in qualità di drummer. Il genere che accompagna la giovane band è un ottimo gothic/electro/metal con influenze Him, To Die For e Deathstars in particolare per dare luce all'album “Happy Deathday” e che parte proprio con la title track in veste di intro senza però voler augurare, visto il titolo della stessa, niente di preoccupante se non la voglia di omaggiare bella musica e note a sfondo teatrale come l'immediata “Killing Sorrow”, veloce al punto giusto e avvincente come la successiva “Bloodred” che raggiunge il top nel refrain e il super top nel breve intervallo strumentale, due tracce alle quali i SadDolls hanno creduto a tal punto da farne i primi due singoli dell'album. Gothic metal cristallino con “Be Darkness” dove si passa dalle vocals growl di Karlsson nella strofa alla delicatezza di Lecroix nel refrain, mentre “Criminal Of Love” si lascia travolgere dall'ondata Him e non solo, le corde vocali di George portano con se ottime vibrazioni del frontman Ville Valo e che le tastiere di Salminen accompagnano con la puntualità di sempre dando poi un via tutto spaziale alla successiva e roboante “The Drug”. Fra le tracce più metal del cd c'è senza dubbio “Psychedelic Love”, resa ancora più tale dal growl style già ascoltato qualche traccia sopra e per chi desidera subito riassaporare il sound degli Him arriva “Dying On The Dancefloor”, perla ricca di per se e ulteriormente impreziosita da un indovinatissimo piano. Definire “Amanda Blood” una speed ballad può sembrare contraddittorio, ma il tempo veloce della stessa e il testo dedicato alla donna mi hanno suggerito il commento appena sottolineato e che meglio si accosta alla traccia, la slow song non si fa comunque attendere in quanto seguono i 6 minuti si in puro gothic di “Embrace The Dark”, ma vi assicuro che l'atmosfera rimane piacevolmente amabile. Le sorprese non finiscono qui perché un piano magico dà vita alla total ballad “Coma Song”, ebbene si, avete appena letto un'altro titolo a sfondo contraddittorio e potete credermi se vi dico che il bello di recensire “Happy Deathday” è proprio questo! E intanto ci avviamo alla conclusione del cd con la bonus “Watch Me Crowl Behind” e la versione remix di “Bloodred” a completare un lavoro ben suonato e altrettanto ben prodotto. Un biglietto da visita niente male per cominciare al meglio l'avventura sia per il quintetto di Atene quanto per l'etichetta di casa nostra e visto che, chi ben comincia è a metà dell'opera, i SadDolls e la Lunatic Asylum Records si apprestano a vivere un futuro no limits.

 

Siti web: www.saddolls.com - www.lunaticasylumrecords.com

 

Recensione di Francesco Cacciatore