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SARACEN

Marilyn

Escape Music - 2011

 

I Saracen sono una storica band inglese attiva fin dal 1976. Questo “Marilyn” è il loro quinto lavoro. Il cd è un concept album incentrato sulla vita e la prematura scomparsa di una delle Star più misteriose della storia del cinema, quella di Marilyn Monroe che ancora oggi rappresenta un’icona da idolatrare anche per le nuove generazioni. La mia prima impressione è che forse i Saracen abbiano tentato di fare il passo più lungo della gamba. L’idea di scrivere un concept album è già di per sé un lavoro estenuante, perché ogni canzone deve andare ad incastrarsi perfettamente con il filo conduttore che dovrebbe legare le tracce alla storia raccontata. La band inglese non è certo composta da novellini, ma in questa occasione mi sembra che l’obiettivo non sia stato proprio centrato. Non fraintendetemi. Le canzoni sono suonate, prodotte e confezionate in maniera perfetta. L’artwork del cd è di ottimo livello, ma a mio avviso quello che manca è il calore che certe canzoni dovrebbero trasmettere. Nella maggior parte dei casi i pezzi si attestano sul una melodia molto soft, dove la fanno da padrone il sax di Snake Davis e le tastiere di Paul Bradder. Fin qui niente da dire, il problema di fondo è la mancanza di mordente e di una melodia realmente valida che rimanga nella testa dell’ascoltatore. Ad elevare il valore del cd ci pensano le collaborazioni con Issa, Robin Beck e Steve Overland, che prestano le loro splendide voci. E’ da loro che vengono i pezzi migliori di “Marilyn”, come “The Dreamer: Hold On” (Issa alla voce), che ricama trame melodiche che si intrecciano tra chitarra acustica e sax, “The Model: Make This Body Work” (Robin Beck) con il suo incedere hard rock, e “The Actress: Who Am I?” pezzo dall’inizio lento che poi si evolve in una ottima rock song (impreziosita dallo splendido duetto tra Robin Beck e Steve Overland). Per il resto citerei “The Patient:Break The Spell”, hard rock molto seventies che mi ha ricordato gli Uriah Heep e dove finalmente la voce di Steve Bettney è libera di esprimersi in territori che le competono. In definitiva non mi sento di promuovere questo cd, perché a mio parere non basta avere una buona idea, un’ottima produzione e circondarsi di varie collaborazioni per ottenere un prodotto valido. Speriamo che il prossimo lavoro sia meglio.

 

Recensione da Fabrizio Tasso