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SEPULTURA

Kairos

Nuclear Blast Records - 2011

 

Ok, lo ammetto, mi sbagliavo. Lo spirito con il quale mi sono messo a sentire questo cd era quello del vecchio fan deluso, che continua a comprare gli album di quel gruppo perchè una volta era uno dei suoi preferiti, perchè erano forti, spaccavano. Max Cavalera era i Sepultura, i Sepultura erano Max Cavalera e i lavori successivi al suo abbandono avevano evidenziato quanto il suo apporto alla causa della band fosse profondamente necessario. Questo era il mio pensiero prima di ascoltare “Kairos”, dodicesimo capitolo della saga dei ragazzi di Belo Horizonte. Era, perchè questo disco è una bomba scagliata tra la folla. Canzoni dirette nella loro semplicità, costruite magistralmente grazie ai riff monolitici e possenti della sei corde di Andreas Kisser. Il nostro guitar hero ha fatto davvero gli straordinari e la sua grande opera si sente in ogni singolo brano. Prendete ad esempio “Relentless” o “Dialog”, risulta veramente difficile pensare che l’headbanging selvaggio non prenda in ostaggio la vostra testa. Sono proprio le ripartenze furiose e gli assolo claustrofobici (loro marchio di fabbrica) a farla da padrone in questo ultimo full lenght. L'apporto della sezione ritmica (formata da Paulo Jr. al basso e Jean Dolabella dietro le pelli) risulta sempre preciso e massiccio riuscendo a cancellare in un sol colpo la presenza quasi impalpabile che caratterizzava i precedenti lavori. Pezzi come “Born Strong”, “Embrace The Storm” e “Kairos” ne sono l’esempio più lampante. Ma la vera sorpresa è Derrick Green. La sua voce è finalmente all’altezza delle aspettative di tutti gli amanti del buon vecchio thrash-death del combo brasiliano. Ascoltate “No One Will Stand” e “Just One Fix” : la sua interpretazione unita finalmente ad una raggiunta maturità vocale, è capace di convincere sin dal primo ascolto anche gli scettici e i puristi del genere. Se devo scegliere una canzone, penso immediatamente a "Spectrum”, il pezzo d'apertura dell'album. Capirete all'istante che la trappola è scattata e che ci state cadendo senza possibilità di tornare indietro. Un mezzo voto in più perchè ho compreso che la speranza è l'ultima a morire. I Sepultura sono tornati e spaccano ancora.

 

Recensione di Emiliano Vallarino