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SHE WANTS REVENGE

Valleyheart

Eleven Seven Music - 2011

 

Punto tutto sulle origini inglesi dei She Wants Revenge e perdo miseramente scoprendoli meri statunitensi; Califoniani per giunta! No dai, non sono qui per fare di ogni erba un fascio ma di solito la provenienza di una band la si riconosce quasi subito anche se in questo caso quel “quasi” determina proprio l’opposto. A parte l’evidente vena moderna, le sonorità di questa band continuano a stupire, nel loro piccolo, per i paragoni azzeccati con mostri sacri come Joy Division o Depeche Mode (Inglesi! Ecco perché!). Sarà il mescolare l’indie dei giorni nostri al goth e alla dance che li rende particolari e assolutamente in ascesa tra le band di nicchia. Il primo singolo, dal titolo “Must Be The One” dimostra quanto appena detto aggiungendo inoltre un altro carattere predominante di questo Valleyheart: la sua anima visiva. Il video del singolo in questione, già disponibile in rete, ci appare come un vero e proprio

documentario girato direttamente da Justin Warfield, chitarrista e programmatore dei SWR. Ritrae frammenti di vita quotidiana della North Hollywood e più precisamente di Warfield, piccolo paesino da dove proviene il gruppo. Niente di così eclatante, preciserei. Però apprezzabile come tutti gli sforzi delle band emergenti dei livelli superiori che puntano alto e si fanno in quattro per il “goal”. Certo, ci si deve standardizzare, ma è il prezzo da pagare per stare al passo coi tempi fulminei delle durate delle bands. Con “Kiss Me” si da il via all’elemento sdolcinato del disco. Le impalcature che sorreggono il disco assumono caratteri sicuramente più caldi e nostalgici. In alcuni tratti sembrano avvicinarsi a quelli degli U2 (Irlandesi! Vale lo stesso?), come avviene anche nel primo singolo già citato. Nonostante il cambio di ingredienti l’opera appare sicuramente solida e compatta complice anche una certa bravura da parte del gruppo nell’amalgamare sonorità più rock a quelle più synth. Citerei infine “Up In Flames” per l’energia trasmessa, “Not Just a Girl” se vogliamo farci strappare le lacrime dagli occhi e “Little Stars” dall’animo caldo e gradevole.

 

Recensione di Bryan Vee