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SINNER

One Bullet Left

AFM Records - 2011

 

Mi chiedo come riesca Mat Sinner tra i suoi mille progetti paralleli (primo su tutti i Primal Fear), a trovare il tempo per sfornare il sedicesimo album in ventinove anni della sua creatura. Il primo amore non si scorda mai e forse è questa la vera forza dell’eclettico bassista e cantante tedesco dei Sinner. “One Bullet Left” è un album chiaramente influenzato da gruppi storici come i Thin Lizzy (“Back On Trail” non sfigurerebbe in alcuni lavori di Brian Downey e soci), Accept e Scorpions. La chiave di lettura è sempre lo speed/power metal tanto in voga in Germania negli anni ottanta e forse è proprio questo che non ha mai portato la band ad avere molto risalto nelle platee al di fuori del territorio tedesco. Molti dei brani del disco hanno il sapore di qualcosa di già mangiato in precedenza e del quale si può tranquillamente fare a meno. Il mio ovviamente è un giudizio personale dettato dal fatto che un certo “heavy metal classico” ormai ha fatto il suo tempo, ciò nonostante, questo album può dare ancora qualche soddisfazione ai fans della prima ora del gruppo. Salvo “Give & Take” e “Suicide Mission”, due canzoni con bei riff e dall’andatura sostenuta e l’immancabile ballad “Haunted”. La cover di “Atomic Playboys” degli Atomic Playboys, la band di Steve Stevens, mi lascia indifferente. Aldilà della musica, quello che mi dà da pensare è l’attuale line up. Oltre al sopracitato Mat Sinner alla voce e al basso troviamo unico superstite del precedente album “Crash & Burn” del 2008, il chitarrista Chistof Leim,il nuovo batterista è Andrè Hilgers e a loro si aggiungono altri due chitarristi, Alex Scholpp e Alex Beyrodt che già in precedenza aveva fatto parte della band. Perché in effetti, tre chitarristi mi sembrano veramente troppi per canzoni semplici come queste. Certo che spendere venti e passa euro per questo disco sarebbe a mio parere un peccato, nell’indecisione, forse è meglio se vi buttate su una pizza e una birra.

Recensione di Emiliano Vallarino