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SONATA ARCTICA

Live In Finland

Nuclear Blast Records - 2011

 


A quanto pare, voci di corridoio dicono che inizialmente non sarebbe dovuto essere un Live In Finland dato che, se non fosse stato per gli eccessivi costi, il tutto doveva essere girato a Milano. Ah si?! Addirittura?! Pare che comunque parte del pubblico che si sente inneggiare durante l’ascolto sia anche nostrano! Qualità eccellente, niente sbavature e un Tony Kakko alla voce davvero in grande spolvero. Davvero non ho mai capito le lingue biforcute classiche dell’underground italiano che affermano in maniera decisa che il cantante non abbia la voce per cantare dal vivo ciò che canta da CD. Penso che questo Live in Finland sia anche un ottimo modo per dimostrare il contrario. La sua è una timbrica unica e affascinante, capace di spaziare su diverse tecniche canore (tra le quali anche scream e growl) in maniera sempre eccellente e mantenendo intatte intonazione e integrità. Quindi onore e rispetto per lui e tutta la band che è riuscita a sopperire alla dipartita dell’ottimo Jani Liimatainen alla chitarra nel 2007. Ho sempre seguito questa band dagli inizi fino poi a qualche noioso album più recente e ai

miei repentini ripensamenti sui gusti musicali, così ho avuto modo di ascoltare qualche

nuovo brano misto al dispiacere di non rifare un tuffo nel passato di almeno 7 o 8 anni se non fosse per quella manciata di pezzi storici come “Replica” o “Tallullah”. Si perché si sa che da sempre il nome Sonata Arctica è sinonimo di ottimo power metal, ben suonato, ben influenzato, creativo e non sempre scontato. Incredibile eh? Però sono anche ricordati per certe ballads strappalacrime come “Letter To Dana” o “Draw Me” che in questo caso vengono eseguite con straordinaria maestria frutto forse, soprattutto, degli anni passati a suonarle nei palchi di tutto il mondo. Questo CD come tutti i “Live” o i “Best Of” è un ottimo modo di avvicinarsi ad una band che ancora non si conosce appieno o totalmente e i Sonata Arctica hanno fatto una buona mossa anche forse avrebbero potuto dare più spazio ad alcuni pezzi più incisivi del loro lungo repertorio specie per il fatto che alcune canzoni sono addirittura riproposte in 2 versioni diverse, vedi “Replica” e “Paid In Full” senza un reale motivo apparente.

 

Bryan Vee