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SOUL NIDUS

Looking Back Facing Forward

Autoprodotto

 

Ehsan e Salman Ashrafi, fratelli uniti nella vita e anche nella musica a tal punto da formare i Soul Nidus e facendo subito centro con l'ottimo indie/alternative rock tutto anima e cuore, a testimoniarlo c'è Noel Gallagher degli Oasis che ha recensito il brano “Radio” e più recentemente è stato selezionato direttamente da coldplay.com il video di “Clown On Strike”, traccia che inoltre fa parte del debut album “Looking Back Facing Forward” rilasciato on line il 10/10/2010. Influenze senza dubbio Coldplay e con una forza vocale in stile Kings Of Leon per un lavoro a 14 tracce e che parte proprio con la song del video, colpisce il connubio di violini ad impreziosire 3 minuti di brillante freschezza. Si prosegue con il ritmo scanzonato di “Song Of Hope” per un'accoppiata refrain-cori bella e consistente, mentre chitarre altrettanto corpose accompagnano l'atmosferica “I Can Only Sing For You” e vi giuro che ascoltando quest'ultima l'accostamento con Luca Carboni, sia per la traccia stessa che per la voce, è stato immediato quanto spontaneo e un po' di Made In Italy in un cd che promette bene è a dir poco lusinghiero. Un piano, le immancabili sei corde, ancora i preziosi violini e la ballad “Cigarettes & Butterflies” è pronta a farsi ascoltare in tutto il suo inno style, discorso diverso per “Til The End” in linea con la già citata “Song Of Hope”, se pur dal ritmo più blando, e arricchita da una piccola epopea di sassofoni. La no cover U2 “In The Name Of Love” è una carica grintosa e passionale al contrario della successiva e total ballad “I'm Sorry”, di seguito la trascinante “Feel No Pain” a rispecchiare l'original rock dei fratelli Ashrafi che, tra note un po indie e un po soft, omaggia poi la briosa leggerezza di “Black Ballon”. Il brevissimo intro di “Blue Sky” precede l'ottima rock move “Last Letter” suggellata da un solo semplice, ma efficace come quello dell'altrettanto trascinante “Round & Round” e resa ancora più tale dall'inizio a tinte radiofoniche. Non so se siete d'accordo sul fatto che “Right Before Your Eyes” rimanda alla mente il mondo far-west, saranno le chitarre e il sound che accompagnano la traccia, ma chiudendo gli occhi riesco a immaginare i paesaggi della così detta “terra di frontiera” e vivendola per tutti i 7 minuti lascia respirare, a conclusione dell'album, anche l'acustica e intensa “Accident Or Design”. Un debutto da veri signori per i Soul Nidus che della musica non solo ne hanno fatto uno stile personale, ma anche e soprattutto un'autentica ragione di vita.

Sito web: www.soulnidus.com

 

Un grazie al BluesHouse che ci ha fatto avere il CD che la band ha lasciato per noi di Rock Rebel Magazine nell'unica tappa italiana nel locale milanese.

 

 

Recensione di Francesco Cacciatore