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SOULS OF DIOTIMA

Maitri

Copro/Casket Records

 

L’ho detto più volte e continuo a ripeterlo: in Italia ci sono molte band valide che escono fuori dal solito canone melodico che la tradizione del nostro paese vuol portare avanti, dove l’unica nota trasgressiva, o meglio, “rock” è rappresentata da (e mi scuso con lui) quell’ormai rincoglionito di Vasco Rossi, che da dieci anni e passa non riesce più a scrivere una canzone decente e, diciamolo, fottutamente rock. Sotto i clamori dei “soliti noti” ci sono decine di band emergenti con grande talento che sfornano degli ottimi album, che siano di rock, di blues o di Metal. Il nostro Magazine ve ne dà costantemente la prova recensendo decine di nuovi album veramente validi prodotti da band italiane. Quindi sarà bene d’ora in avanti cercare di elogiare meno le seppur ottime band d’oltre oceano, britanniche e scandinave e, magari, volgere lo sguardo intorno a ciò che ci circonda, musicalmente parlando. Ecco, I Souls of Diotima meritano proprio questo. Sono una band emergente, di Sassari, che dal 2004, anno della loro nascita dai fondatori Renato e Giorgio Pinna, si sono fatti strada nel panorama Metal. Con l’arrivo poi della cantante Claudia Barsi e di altri componenti, la band spicca il volo e trova la sua stabilità grazie anche a vari ed importanti concorsi canori a livello nazionale in cui partecipano, oltre a varie trasmissioni televisive ed esibizioni live in importanti locali in vari paesi d’Europa.

 

Il 14 Febbraio esce finalmente il loro album d’esordio, “Maitri” (Copro Records/ Alkemist Fanatix Europe), che sarà sicuramente una grande e piacevole sorpresa nel mondo Metal e non solo. Il loro sound infatti si amalgama in svariati stili che vanno dall’hard rock, al trash metal con accenni di Gotich, pur mantenendo una matrice che si avvicina molto all’Epic Metal nel suo complesso. A primo acchito vengono facilmente accostati a band blasonate come Epica e Nightwish (ultima Era) e non hanno certo niente da invidiare a questi così detti mostri sacri. “Maitri” è un composto di 10 tracce ben fatte, con grandi arrangiamenti orchestrali e virtuosismi chitarristici da veterani, senza dimenticare le splendide note vocali di Claudia che accompagnano il tutto. Una band che, nonostante siano all’esordio, dimostrano una grande maturità e lucidità compositiva degna delle più importanti e celebri band nordiche. La produzione poi, affidata alla Copro Records, è molto ben fatta. Siamo senza dubbio di fronte ad una band che sa il fatto suo e non è poco. Un sound potente e “pomposo” in tutta la sua complessità, come detto. Dopo un breve ed intenso Intro, “Limits” e “Freedom Inside You” spiegano bene quello appena detto, ma è con la title track “Maitri” che si inizia ad intravedere tutta la loro classe: un inizio in stile orientaleggiante e, a seguire, attacco devastante in chiave Metal, con grandi ed imponenti riff di chitarra e un cantato trascinante che prende da subito. Sicuramente può essere un potenziale singolo se non fosse per la lunga, seppur ottima, conclusione strumentale che, con i tempi radiofonici attuali, non andrebbe molto d’accordo ma è pur sempre una goduria per le orecchie, ve l’assicuro. Con “Anti Asceticism” e “Deaf Humanity” si rimane sulle stesse linee Metal con accennate Hard rock, con una grande performance di Claudia che, in “Deaf Humanity”, forse dà la sua miglior prestazione canora nell’album. A seguire il primo singolo estratto “Killing my Enemies”, pronto ad entrare con prepotenza nelle casse dei metallari di ogni genere e credo, con spunti che arrivano fino al Gotich e Dark Metal. Una scelta a mio avviso coraggiosa per prendere questo brano come apripista del disco, nonostante che ci siano delle tracce, a mio avviso, di più presa (come ad esempio “For Getting Back”, “Collateral” e la già citata “Limits”, n.d.r.) ma evidentemente la band sarda ha le idee ben chiare in testa ed è una cosa che gli fa onore. La ciliegina sulla torta è data infine dalla conclusiva e strumentale “Nox”. Un brano forte ed intenso dove si sente tutta la bravura allo strumento dei singoli componenti della band. Nonostante sia un brano strumentale, e quindi per alcuni possa risultare “noioso”, è in realtà una chicca molto coinvolgente e ben strutturata.

Un esordio con i fiocchi. Che gli amanti del Metal scandinavo si stampino bene in testa il nome di questi ragazzi, ne risentiranno parlare molto presto. Consigliato!

 

Recensione di SimoSuicide

Pubblicato il 28 Gennaio 2011