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STEVE SALUTO

Brown Eyed Soul

Heart Of Steel Records -2011

 

 

Altra nuova uscita per la Heart Of Steel Records che ci permette di assaporare quest’ultimo lavoro di Steve Saluto intitolato “Brown Eyed Soul”. Il chitarrista di Treviso, per chi non lo conoscesse, è un fiore all’occhiello per quanto riguarda la musica rock del nostro paese. Steve in questi anni ha dato alle stampe 8 lavori di elevato spessore artistico, che hanno ricevuto grandissimi apprezzamenti a livello di critica. In più può vantare collaborazioni con personaggi del calibro di Oni Logan (Lynch Mob), Mark Cross (Helloween, Firewind), Richie Kotzen (solista, Poison, Mr.Big) e Michael T. Ross (Lita Ford). In questo disco Steve si circonda di musicisti eccezionali, infatti troviamo Marco Mendoza (Whitesnake, Thin Lizzy) alla voce, Doug Whimbish (Living Color, Michael Bolton) al basso e Atma Anur (Cacophony, Greg Howe) alla batteria. Si parte in quarta con “No Good for Me”, splendida canzone dove spicca la splendida voce di Mendoza che impreziosisce il pezzo. Ottimo il guitar working di Steve che crea un perfetto connubio tra funk e rock. Il grande gusto del chitarrista italiano nel comporre melodie gli permette di miscelare sapientemente rock, funk, blues e soul creando sempre canzoni estremamente godibili. Anche quando il ritmo rallenta e le melodie diventano più soft, come in “Angel”, la pianistica “Wild Dogs” (ottimo l’assolo e il finale in crescendo) e la blueseggiante “Brown Eyed Soul”, Steve non manca mai di dare la sua impronta personale. E’ comunque tutto l’album ad essere decisamente sopra la media. Pezzi come “Higher”, “Just Another” o la Hendrixiana “Hey Jimi” brillano di luce propria. Se poi aggiungiamo che la prestazione dietro il microfono di Marco Mendoza è stratosferica in tutti i pezzi, non posso che consigliare vivamente a tutti l’acquisto di questo cd. In definitiva con questo ultimo lavoro Steve Saluto riesce a creare una perfetta alchimia traendo il meglio dei generi da cui è influenzato, unitamente ad una spiccata personalità. Dategli una chance e questo “Brown Eyed Soul” vi coinvolgerà dalla prima all’ultima nota.

 

 

Recensito da Fabrizio Tasso