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SUNSTORM

Emotional Fire

Frontiers Records - 2012

 

Giunge al terzo appuntamento il progetto Sunstorm che vede militare tra le proprie fila il mitico Joe Lynn Turner (Rainbow, Deep Purple, Malmsteen) affiancato da: Dennis Ward al basso (Pink Cream 69 ma soprattutto produttore di fama mondiale), Uwe Reitenauer alla chitarra (Pink Cream 69, Place Vendome), Chris Schmidt alla batteria (First Signal, Sunstorm) e Justin Dakey alle tastiere. Rispetto ai precedenti capitoli, Turner decide di ripescare un lotto di canzoni che principalmente si rifanno alle sue numerose collaborazioni durante gli anni 80 come corista. A queste vengono aggiunti alcuni pezzi inediti scritti per lui da alcuni tra i migliori songwriters in campo Aor. In effetti nomi del calibro di Soren Kronkvist (Crash The System, Issa), Tom e James Martin (Vega, Sunstorm, Khymera) e Daniel Palmqvist (Xorigin, The Murder of My Sweet) sarebbero già di per se una garanzia di successo, ma purtroppo il cd si evolve in un chiaro-scuro che lascerà un sapore dolce-amaro sul palato dei sostenitori più accaniti di questo genere musicale. Se da un lato i pezzi inediti come l’iniziale “Never Give Up” (ottima Aor song dal ritmo sostenuto e dall’accattivante ritornello) e “Lay Down Your Arms” (splendido lento dall’incedere cadenzato) sembrano far ben sperare, dall’altro le cover presenti non sono ugualmente ispirate. “Gina”, “Wouldn’t Know Love” tratte dal repertorio di Michael Bolton e “Emotional Fire” di Cher (ma scitta sempre da Bolton) purtroppo non reggono il confronto con i pezzi originali. In più i successivi brani hanno sempre un che di già sentito. Prendiamo per esempio “Wish You Were Here”, la linea melodica delle tastiere sembra provenire direttamente dai Valentine (quelli di Hugo per intenderci), “The Higher You Rise” suona Jeff Scott Soto epoca Lost in The Translation, così come “Emily” ha sospetti echi Foreigner. Di tutt’altra levatura invece “Thorn In Half” e “Follow Your Heart”, la cui qualità si eleva nettamente sopra la media. Specialmente quest’ultima, sorretta da un ottimo refrain, rappresenta il picco qualitativo del cd. A chiudere il disco il lento strappalacrime “All I Am”, che non aggiunge né toglie niente al valore di questo “Emotional Fire”. Mi sembra comunque il caso di spezzare una lancia in favore di questo lavoro, mettendo giustamente in risalto la grande prova dietro il microfono da parte del cantante del New Jersey. Turner, da professionista navigato, attinge pienamente alla sua grande classe regalando comunque una prestazione da incorniciare. Speriamo che nel prossimo lavoro venga corretto un po’ il tiro, da una band con queste potenzialità ci si aspetta molto di più.

 

Recensito da Fabrizio Tasso