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25 agosto 2016

Recensione TESLA - “Mechanical Resonance Live”

TESLA

Mechanical Resonance Live

Frontiers Music s.r.l.

Release date: 26/08/2016

 

 

 

Quando esordirono nel 1986 con "Mechanical Resonance", i Tesla – da Sacramento, CA – vennero subito arruolati tra le fila dei rappresentanti dell’hair/glam metal, tanto in voga all’epoca grazie ad orde di cavalieri mascarati (e cotonati) come Poison, Ratt e Motley Crue, a quei tempi tutti residenti più o meno stabilmente ai piani alti delle charts di vendita americane. Alla collocazione contribuirono una deliberata operazione di marketing del management della band, ma anche la grafìa edulcorata dei titoli di alcune loro songs, secondo i dettami – un po’ ridicoli, diciamocelo - del genere (Ez Come Ez Go, 2 Late 4 Love).

Nulla di più sbagliato: oltre a non conciarsi per le feste dal punto di vista estetico, i nostri spartivano con quelle band principalmente la contemporaneità, ma poco d’altro – e per certo non ne condivisero il successo, solido ma di media dimensione il loro, per lo più effimero ma stellare quello di alcuni degli altri.

 

Facilitata dalla grande perizia strumentale dei componenti della band, fin da subito la proposta musicale dei Tesla risultò infatti più che altro debitrice nei confronti degli alfieri dei Seventies – Led Zeppelin in particolare –, forgiandone il suono come un hard rock melodico di pregevole fattura. Anche sotto l’aspetto delle liriche i californiani si distinsero subito per un maggiore impegno rispetto alle tematiche adolescenziali e pruriginose che caratterizzavano la quasi totalità dei testi dei glam rockers più stereotipati.

 

Ciò detto, "Mechanical Resonance" si comportò comunque molto dignitosamente in termini di vendite, e, soprattutto, raccolse grandi favori dalla critica e dai colleghi, lanciando la band nel panorama rock a stelle e strisce, e permettendo così ai nostri di gettare le basi per la loro carriera successiva – molti live, e soli 8 album da studio in 3 decenni, compreso uno scioglimento quinquennale tra il ’96 ed il 2000.

 

Con in regia Phil Collen (Def Leppard, una delle band con cui hanno condiviso e condivideranno ancora a breve i palchi di una nuova tournée americana), i Tesla pubblicano oggi una versione dal vivo del loro primo album, "Mechanical Resonance Live", a celebrarne l’anniversario trentennale.

 

Il bassista Brian Wheat (a proposito: a meno del chitarrista originario Tommy Skeoch, sostituito nel 2006 da Dave Rude, il resto della line-up è ancora quella storica) dichiara che “…È stato divertente rivisitare alcune delle canzoni che ci siamo divertiti tanto a registrare e che poi non abbiamo suonato per decenni”, mentre il chitarrista Frank Hannon racconta che “…Risuonare Mechanical Resonance ci ha ricordato la creatività e l’innocenza di allora…”.

 

Beh, dopo aver ascoltato il disco non è difficile credere a queste che, sulle prime, possono suonare come mere ed un po’ ovvie frasi di circostanza.

 

Con una scaletta rimaneggiata rispetto alla sequenza dell’originale, l’album ripropone infatti tutti i brani dell’LP di debutto, eseguiti con competenza e una generale adesione alle versioni originali. Spiccano sugli altri l’opener "Rock Me To the Top", la veloce "Comin’ Atcha Live" (titolo facilmente programmatico), la semi-ballad "We’re No Good Together" e i due singoli di successo estratti ai tempi dall’album, e cioè "Lil’ Suzie" (cover dei popsters inglesi PhD!) e "Modern Day Cowboy", il vertice qualitativo di tutto "Mechanical Resonance".

 

A chiudere il programma un nuovo brano da studio, "Save That Goodness", scritto da Phil Collen ed inserito con – presumibilmente – l’idea di fungere da apripista radiofonico (puo’ farcela), e come da vecchia e purtroppo consolidata prassi, per forzare i fans completisti ad acquistare l’album.

 

Lasciateci dire che quest’ultima “attenzione” è in questo caso abbastanza inutile, considerato che un’opera come questa è in ogni caso destinata ad accogliere principalmente i favori della schiera degli ammiratori storici e nostalgici della band. Più facilmente il grosso del pubblico si attende da un combo di livello come i Tesla musica nuova e fresca, e noi siamo senz’altro tra questi.

Forza ragazzi, datevi da fare!

 

 

Fabrizio Conte

 

 

Tracklist:

01. Rock Me to the Top 

02. Ez Come Ez Go 

03. Gettin' Better 

04. Comin' Atcha Live

05. Changes 

06. Before My Eyes 

07. 2 Late 4 Love

08. We're No Good Together

09. Love Me 

10. Cover Queen 

11. Lil' Suzie 

12. Modern Day Cowboy 

13. Save That Goodness (bonus studio track) 

 

Line up

Jeff Keith - vocals

Frank Hannon - guitars

Brian Wheat - bass

Troy Lucchetta - drums

Dave Rude – guitar

 

 

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