CONDIVIDI

Pubblicato il 19 luglio 2016

Recensione THE DEAD DAISIES - “Make Some Noise”

THE DEAD DAISIES

Make Some Noise 

Spitfire Music / SPV 

Release date: 5 agosto 2016

 

 

 

David Lowy: chi è costui? Protagonista con successo nella natia Australia nel mondo degli affari, appassionato di volo e chitarrista di buon livello, dopo un paio di esperienze in band locali di scarso successo internazionale (Red Phoenix, Mink), questo individuo dalle mille sfaccettature (e talenti) sale alla ribalta mondiale della musica dando vita nel 2012 ai The Dead Daisies, progetto/supergruppo destinato ad accogliere tra le sue fila musicisti con eccellenze tecniche ed esperienze di altissimo livello nel panorama rock e metal mondiale.

 

Dopo i primi due, anche per questo terzo lavoro a fianco del nostro è presente il fedele Marco Mendoza (Whitesnake, Thin Lizzy). A completare una super sezione ritmica troviamo l’eccellente Brian Tichy (Ozzy, Foreigner, Whitesnake, Billy Idol), mentre alla solista splende il talento cristallino dell’immenso Doug Aldrich (Whitesnake, Dio,Burning Rain, Revolution Saints)che ancora una volta si distingue per gusto e senso della misura a corredo della sua consolidata padronanza dello strumento. Completa questo invidiabile parterre du roi l’ottimo John Corabi (Mötley Crüe, Ratt, Union, Brides of Destruction ecc..), una delle più belle voci del rock contemporaneo.

 

"Make Some Noise" parte alla grande con "Long Way To Go", una song di facile presa che strizza l’occhio al rifferama AC/DC pur senza riprendere il rigore ritmico che ha reso celebri i noti conterranei di Mr. Lowy. Già al secondo brano si fa strada il sospetto che Marti Fredericksen - il produttore, in precedenza alla consolle per Aerosmith, Def Leppard e altri pesi massimi – abbia avuto un ruolo fondamentale nelle scelte dei suoni e degli arrangiamenti. Infatti le parti vocali dell’opener e della seguente "We All Fall Down" sono di chiara derivazione tyleriana, ed in entrambe si trovano anche diversi passaggi musicali che rimandano allo stile dei bad boys di Boston. Con "Song And A Prayer" (il vertice dell’album) e "Mainline" ci si sposta invece nella Los Angeles dei Van Halen, sia per le sonorità complessive che per la scrittura. A fare da ciliegia sulla torta le vocals di Corabi, che ricordano come intonazione e metrica il migliore David Lee Roth. La successiva ed anthemica "Make Some Noise" è costruita appositamente per essere un trionfo assicurato in versione live, col pubblico che accompagnerà la ritmica e i cori con battiti di mani e canto a pieni polmoni. A seguire la prima delle due cover in tracklist, che come consuetudine i Daisies pescano dal songbook del rock ‘60-‘70. Si tratta della classicissima "Fortunate Son", epocale inno contro la guerra in Vietnam pubblicato nel 1969 dai mai troppo celebrati Creedence Clearwater Revival. Il brano crea discontinuità nel contesto generale delle liriche dell’album, ricordando l’ingiustizia di quella guerra e di chi fu chiamato a combatterla, troppo spesso proveniente dalle fasce più disagiate della popolazione USA dell’epoca. 

 

Nella seconda metà del lavoro "Last Time I Saw The Sun" e "All The Same" tengono alto il vessillo della band, ancora una volta in ambito aerosmithiano, ma sempre con gran classe.

Meno efficaci risultano invece "Mine All Mine""How Does It Feel" e "Freedom", prima della conclusiva "Join Together", seconda cover presente, questa volta dall’Inghilterra degli Who, anch’essa anthemica il giusto da poter rappresentare nei prossimi show della band uno dei momenti di maggior coinvolgimento del pubblico presente.

 

L’opera terza dei The Dead Daisies ci riporta quindi una band totalmente padrona della situazione: i suoni sono potenti e calibrati, nulla è lasciato al caso, ma nonostante questo l’insieme suona comunque caldo e coinvolgente.

 

Anche se non particolarmente originale in molti passaggi, "Make Some Noise" centra tuttavia il suo obiettivo, riproponendo con perizia, grinta e competenza suoni e stili dotati ormai di una loro innegabile classicità.

 

L’appuntamento con la band è quindi all’attuale tour estivo, che in Europa è partito in luglio e si protrarrà fino alla prima settimana di agosto (torneranno in Italia per tre date nel prossimo fine novembre e dicembre), per poi spostarsi negli Stati Uniti fino a tutto settembre, in supporto agli immarcescibili KISS.

 

 

Fabrizio Conte

 

 

Tracklist:

1. Long Way To Go

2. We All Fall Down

3. Song And A Prayer

4. Mainline

5. Make Some Noise

6. Fortunate Son

7. Last Time I Saw The Sun

8. Mine All Mine

9. How Does It Feel

10. Freedom

11. All The Same

12. Join Together

  

Line up

John Corabi – vocals

Brian Tichy - drums

David Lowy  – guitars

Doug Aldrich - guitars

Marco Mendoza - bass

 

                                        

Contacts

thedeaddaisies.com 

www.facebook.com/TheDeadDaisies

twitter.com/TheDeadDaisies

instagram.com/thedeaddaisies

plus.google.com/+Thedeaddaisiesofficial

www.youtube.com/user/thedeaddaisies