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THE LIVING DAYLIGHTS

What Keeps You Breathing

NoReason Records - 2011

 

Anche senza dei suoni stellari come gli standard del genere i (THE) LIVING DAYLIGHTS – 007 ci ha messo lo zampino? - riescono comunque a pubblicare un album che trasuda invidia verso band del calibro di All Time Low e All-American Rejects in una sorta di versione Blackpool Pleasure Beach (e lo dico in modo amorevole) del So-Cal Punk. E invece sono Inglesi al 100% americanizzati al 100%. Si portano dalla loro terra natia solo gli spuntoni, linee vocali dal forte accento londinese e quei bei breakdowns di “riff, voce e batteria” tipici dell'oltremanica. Dall'inizio alla fine tutto sembra esplodere con ritmo irregolare, sa quasi di frastagliato e porta a pensare a qualcosa di effimero che lascerà il tempo che trova alla fine dei giri del CD. Invece, dandogli ancora qualche chance, potrete notare come compia il suo dovere rinfrescandovi a dovere con sonorità irrimediabilmente contaminate da band che “surfano sul mainstream” come i Kids In Glass Houses o gli You And Me At Six sfidandoli palesemente al loro gioco e sul loro campo. Troppo azzardato insomma? Forse si, ma spesso si copia un po' qua e un po' là e si può ottenere ancora qualcosa di personalizzato cambiando timbro vocale o distorsione di chitarra. Mi sento comunque di dover circoscrivere le critiche positive ai primi 3 brani e a qualche sporadica buona uscita nel corso del resto dell'album, dove possiamo gustare anche qualche pezzo al sapore di “Anthem” come ad esempio "Sedative", "Our Yesterdays" o "Sights and Sounds" forse una delle più particolari. In fin dei conti un buon mix generale, un buon esordio in fulllength e forse ancora qualcosa da dirci per il futuro.

 

Bryan Vee