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THE RITUAL

Beyond The Fragile Horizon

Bakerteam Records

Release: 14 November 2011

 


Debut album per la Heavy/Thrash band The Ritual intitolato “Beyond The Fragile Horizon”, brano che ritroviamo anche come intro strumentale all’intero lavoro. Le note richiamano da subito quelle della successiva “Show Me What You Can Do”, canzone estremamente orecchiabile e dai riffs vagamente swedcore con influenza madre dei Dream Theater che ci accompagnerà per il resto dell’album in maniera, purtroppo, inequivocabile. Quante volte dobbiamo ripetere che il power metal, così come il prog e l’heavy sono morti, sepolti e dimenticati? Forse ancora una. E un’altra ancora. E così in avanti finché ancora ci saranno band a riproporre sound passati con accordature ribassate. Andando avanti con l’ascolto troviamo ancora orecchiabilità e semplicità miste a classiche armonizzazioni per terze apparse con chitarre fantasma. Il disco però suona bene e all’ascolto può essere piacevole per qualche fan rimasto aggrappato alle sonorità schematiche e quadrate facenti parte ormai di scenari passati. Ovviamente il discorso può cambiare quando ci si sofferma sulle influenze strumentali thrash/death presenti su diverse canzoni come ad esempio “Hysteria & Madness” che bene si presta a questo esempio peccando poi di ricadute prog/power. A questo punto, potevamo dimenticarci il lento? Paradossalmente si chiama “Without” e ricorda sempre qualcosa di già ascoltato ma notevole è l’arrangiamento e l’interpretazione vocale davvero ricca di intenzione e colore di scale graffiate e ottimamente mescolate ad una ritmica ben scelte. 8 brani tutto sommato godibili e che funzionano bene legati insieme, musicisti preparati anche se troppo inquadrati. Sicuramente un album non attualmente commerciale data l’inesistenza totale di un mercato interessato e nonostante la mera ed evidente intenzione di voler rendere le cose di facile ascolto. Un album sopra le aspettative sotto molti aspetti ma per il futuro, abbandonando certi standard e certi ricordi questa band potrà sicuramente dare di più.

 

 

Recensione di Bryan Vee