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TRILLIUM

Alloy

Frontiers Records - 2011

 

 

Iniziamo con le presentazioni: i Trillium sono l'ultimo progetto di Amanda Somerville che, per chi non la conoscesse è una cantante-vocal coach con all'attivo molte partecipazioni in band metal-oriented come Avantasia, Epica, Kamelot, After Forever. Gli altri musicisti e produttori sono nomi ben noti a noi amanti di certe sonorità, gente del calibro di Sash Paeth che oltre a produrre suona praticamente tutto, l'inseparabile Miro che produce ed arrangia, Sander Gommans chitarrista degli After Forever, Olaf Reitmeier chitarra acustica già visto nei Virgo (di Andrè Matos), Robert Hunecke batterista degli Heaven's Edge, dei Virgo, del progetto Aina e dei progetti solisti di Turilli, alle tastiere Simon Oberender che ha collaborato con Rhapsody Of Fire, Avantasia, Edguy, Kamelot ecc. Gli elementi per la realizzazione di un ottimo lavoro ci sono veramente tutti e con non poca curiosità ci accingo ad ascoltar questo nuovo lavoro. La musica che ci viene proposta è un metal composto da riff violenti resi dolci ed avvicinabili solo dalla voce della protagonista. Questa caratteristica la troviamo praticamente per tutta la durata dell'album, la voce prima potente, poi melodica di Amanda dona ai brani quell'orecchiabilità che li rende più accessibili. Mi risultano più “digeribili” i brani più lenti (“Justifiable Casuality” - “Slow It Down”) dove la parte metallica è meno presente e di conseguenza la cantante è protagonista assoluta, praticamente impossibile non citare “Scream It” per Jorn Lande, l'ospite che si divide le parti vocali. Un album sicuramente positivo, ma che non raggiunge il precedente nel quale la Somerville duettava con Michael Kiske, la voce powermetal per eccellenza.

 

 

Recensione di Andrea Lami