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VENGEANCE

Crystal Eye

SPV/Steamhammer - 2012

 

 

Esistono band che sin dall’inizio hanno lasciato la loro impronta ben definita nella musica hard’n’heavy e sopra vi hanno costruito una carriera. Ce ne sono altre che nonostante mastichino rock da parecchio tempo, non hanno mai riscosso quel successo che ai più poteva sembrare strameritato. E’ questo il caso dei Vengeance, combo olandese che quest’anno festeggia 30 anni di carriera tra alti (pochi per la verità) e bassi. La line up della band ha subito mutazioni negli anni, fino ad arrivare a poter essere considerata attualmente una super band visti i nomi altisonanti che vi figurano. Troviamo, unico superstite e fondatore della band, il cantante Leon Goewie, ma al suo fianco leggendo con calma i nomi c’è da avere paura. Alla chitarra troviamo Keri Kelli noto per le sue collaborazioni, soprattutto con Alice Cooper e Pretty Boy Floyd, Chris Glen (Michael Schenker Group ) al basso e soprattutto Chris Slade, il pelato batterista degli AC/DC. “Crystal Eye”, undici brani di puro rock senza pretese, raggiunge l’ascoltatore per la sua spontaneità e il suo essere diretto. Il non volere per forza sbancare, rende questo disco più che piacevole nella sua varietà di proposte. Si passa da brani con riff classicheggianti come “Desperate Woman” e “Bad To The Bone” alla splendida ballad “Missing”. Purtroppo, nonostante nel complesso si tratti di un buon lavoro, non v’è traccia di quel pezzo, quel singolo da far gridare al miracolo o alla programmazione ossessiva su MTV. Sicuramente i fan lo troveranno molto più lavorato e pulito delle precedenti produzioni della band, ma, visti i nomi, c’era sicuramente da aspettarsi qual cosina in più. L’outro strumentale merita una menzione, visto che appartiene alle ultime registrazioni del compianto Jan Sommers. Senza avere troppe pretese, se vi piace un certo sound hard suonato da chi non abbisogna di presentazioni, allora “Crystal Eye” fa per voi, vi farà passare il tempo con leggerezza, seppur senza farla da padrone sul vostro stereo, ma ho la certezza che ci riproveranno, i personaggi sono quelli giusti.

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino